Parla Elisabetta Sgarbi: “Seguo delle passioni. E le passioni non hanno finestre.”

Elisabetta Sgarbi

L’unica domanda a cui Elisabetta Sgarbi non risponde riguarda la vita privata. Non sapremo mai se è innamorata. In compenso scopriamo una personalità forte, che si sdoppia tra passioni irrinunciabili – il silenzio, l’indipendenza e Battiato – e considerazioni gelide sulle teorie (tutte le teorie), sulla quotidianità ,“che non esiste”, e sulle manifestazioni di piazza, “che non amo.”  Analogie con il mondo cosidetto normale? Non ci crederete mai, ma ha un gatto. Certosino. A Ro Ferrarese, “la casa dei miei genitori”…

Elisabetta Sgarbi non è solo regista. Non è solo autrice. Non è solo producer. È anche ex direttore editoriale di Bompiani, una casa editrice che gestita come una famiglia, e ora si è lanciata nel nuovo progetto de “La Nave di Teseo”, per contrastare lo strapotere “arrogante” di Mondazzoli. Tra gli autori che ha pubblicato troviamo Sandro Veronesi, Michael Cunningham, Michel Houellebecq, Alain Elkann e Enrico Ghezzi.

Ma, forse, la sua più grande soddisfazione letteraria è legata a Paulo Coelho, in cui lei ha creduto quando tutti lo rifiutavano. Risultato? Best seller mondiale e tutti a mangiarsi le mani. Tranne lei, la rockstar dei libri.

Qualcuno la definisce una manager culturale, sicuramente ha l’innata capacità per maneggiare parole e immagini, creando alchimie inesplorate. Come nel caso del lancio di Coelho (proprio con “L’Alchimista”…) o della prima edizione al mondo di un volume che raccoglie fotografie scattate da Kubrick.

Elisabetta Sgarbi con Paulo Coelho

Vedere ciò che altri non vedono, osare dove altri non osano, crederci con forza e creatività. Sarà questo il suo più grande talento?

Quando si guarda allo specchio qual è la prima cosa che Le viene in mente?

Che la qualità del vetro degli specchi è importante.

Come definirebbe la bellezza?

“Il tremendo al suo inizio.”

Ha un sogno o un incubo ricorrente?

Raramente sogno. Comunque non ricordo.

È vero che ha una casa con due appartamenti comunicanti, uno più tradizionale, l’altro più sui generis?

Uno pieno, uno (ancora) spoglio.

Classico caso di sdoppiamento di personalità.

L’opportunità di acquistare l’appartamento a fianco al mio mi ha fatto propendere per una situazione doppia e opposta.

In “Sostiene Pereira” viene fuori la teoria sulla confederazione delle anime: ognuno di noi ne ha più d’una da far uscire, ma si fa sempre fatica a scegliere quella giusta.

Non amo le teorie.

Si dice che Lei ami il silenzio e la solitudine: quando e come ha imparato ad apprezzarne il suono?

Crescendo sul Po.

Elisabetta Sgarbi con il fratello Vittorio

Andrè Breton diceva che “non sarà la paura della follia a farci lasciare a mezz’asta la bandiera dell’immaginazione”.

Non si può chiedere a un folle di commentare la sua follia.

Regista, direttore editoriale, autrice, producer: non Le sembra un pò pochino?

Faccio quel che amo. Finché lo amo.

Perché tutte queste attività? Voglia di ottenere riconoscimenti per coprire delle insicurezze?

Seguo delle passioni. E le passioni non hanno finestre.

Ha paura della quotidianità?

Le ripeto. Non amo le teorie e le astrazioni. Non esiste la quotidianità, esistono i giorni e la vita di ogni giorno è differente.

“Se non ora quando”: ha partecipato?

Non amo le manifestazioni. E bisognerebbe interrogarsi, in genere, in questo preciso momento storico, su cosa sia una manifestazione.

Il Bunga bunga è…

Ancora non ho ben capito cosa sia.

A 22 anni era una indipendente di sinistra: oggi?

Ancora, nonostante tutto. Sicuramente indipendente.

Camilla Baresani dice che “Bompiani è come una famiglia”….

Sì, almeno nell’idea che ho della casa editrice. Mi fa piacere che Camilla lo abbia detto.

Lei ha lanciato Paulo Coelho, futuro  best seller mondiale.

E’ stato un attimo di intuizione. L’avevano rifiutato tutti. E poi ci ho creduto, ho fatto credere in lui la casa editrice e siamo partiti da una tiratura di 50.000 copie per “L’Alchimista”.

Un bravo direttore editoriale deve…

Credere negli autori che pubblica e difenderli.

…e non deve mai…

Abbandonare gli autori in cui crede.

Lei ha detto:”Tutto ciò che non mi piace devo combatterlo”.

Non ricordo di averlo detto. Piuttosto ricordo una preghiera di bambina: “Dammi la forza di cambiare le cose che si possono cambiare; la pazienza di sopportare le cose che non si possono cambiare; l’intelligenza di capire la differenza tra le prime e le seconde.” L’ho ritrovata anni dopo in uno splendido romanzo di M. Hyland, Dove filtra la luce.

Qualità e commercio: un matrimonio possibile?

Si deve credere che i libri belli possono piacere a molti.

Libro preferito?

Non so se è il preferito. Se me lo chiede, “L’ipocrita felice” di Max Beerbohm.

Film preferito?

Forse “Lettere da una sconosciuta”, di Max Ophüls; e “La prima notte di quiete” di Valerio Zurlini. Ma forse.

La parola è…

Sul mio desktop: “Trattare le parole come persone”.

Il cd che ascolta più spesso?

Franco Battiato.

Sogni (o incubi) da realizzare.

Sono scaramantica. Non vorrei che si realizzassero.

Un aforisma che la rappresenta?

“Fermare il nostro sole è vano, ma farlo correre possiamo.”

P.S. Qui potete informarvi sul nuovo progetto di Elisabetta Sgarbi “La Nave di Teseo”

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