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Telecom Italia, la procura di Roma apre un indagine su presunti illeciti

Tutti gli occhi su Telecom Italia. Non solo quelli degli analisti finanziari, che vogliono chiarimenti sul futuro dell’azienda e sul management nel giorno in cui si riunisce l’Assemblea degli azionisti.

 

Non solo quelli della Consob, che chiede comunicazioni e chiarimenti sui rapporti interni ai soci. Ora ci sono anche quelli della Procura di Roma, che indaga sulla possibilità che ci sia stata un’intesa tra i maggiori azionisti di Telecom per favorire l’ascesa degli spagnoli di Telefonica e sfuggire ai controlli di chi deve vigilare.

L’interrogatorio come testimone di Franco Bernabè, scrive oggi il Corriere della Sera, è “il primo atto ufficiale di un’inchiesta che può avere sviluppi clamorosi”. L’ex presidente di Telecom ha rassegnato le dimissioni proprio perché in disaccordo con l’operazione di passaggio di quote. I magistrati romani “ipotizzano che per il passaggio delle quote in Telco relative al controllo di Telecom Italia e la cessione di Telecom Argentina possa essere contestato il reato di ostacolo agli organi di Vigilanza”. Inoltre “esplorano la possibilità che ci sia stata un’intesa occulta tra i maggiori azionisti per favorire l’ascesa degli spagnoli di Telefonica e sfuggire ai controlli di chi ha invece il compito di esaminare la regolarità di ogni passaggio, prima fra tutte la Consob”.

Gli inquirenti romani, in una nota diffusa dal procuratore della Repubblica Giuseppe Pignatone e dal procuratore aggiunto Nello Rossi, chiariscono che “in relazione a vicende societarie e finanziarie delle società Telecom e Telco la Procura della Repubblica sottolinea che non ci sono indagati per il reato di ostacolo alla Vigilanza nè per altri tipi di reato”. Quanto all’interrogatorio di Bernabè, la Procura “precisa che le dichiarazioni attribuite allo stesso Bernabè e riportate da alcuni organi di stampa non corrispondono al verbale redatto il 19 dicembre scorso”. La Procura ricorda inoltre che sin “da ottobre scorso l’ufficio del pubblico ministero segue gli sviluppi della vicenda Telecom sollecitando e intrattenendo con la Consob scambi di informazioni tra l’autorità giudiziaria e gli organi di vigilanza anche nell’ipotesi in cui non siano ravvisabili reati”. Sono almeno tre le criticità rilevate dagli inquirenti.

La prima riguarda l’aumento di capitale sottoscritto da Telefonica per 324 milioni di euro e destinato a ripianare i debiti bancari; ci si concentra sull’opzione di acquisto delle azioni al prezzo di 1,09 euro che rappresentava quasi il doppio del prezzo di mercato, pari a 0,57 euro, ma anche sulla scelta di emettere azioni ordinarie di Telco di categoria C, senza diritto di voto fino a fine 2013 che Telefonica si è impegnata ad acquistare dai soci. La seconda criticità riguarda il prestito convertendo da 1,3 miliardi di euro sottoscritto dal fondo americano BlackRock, con particolare riferimento alle modalità di collocamento contestate da più parti. Il terzo filone di indagine riguarda la cessione di Telecom Argentina a Fintech per 960 milioni di dollari, per una valutazione sulla congruità del prezzo.

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