Sicurezza, Difesa e Intelligence

Il Comune di Isernia, i rifiuti tossici e il canone illegittimo.

Precisazioni in seguito all’intervista con il Sindaco del Comune di Isernia sui rifiuti tossici a Fragnete e sulla illegittima tassa di smaltimento acque reflue.

di Andrea Succi

La mattina successiva all’intervista con Melogli ho parlato con alcune persone di Fragnete, riferendo che il Sindaco smentisce tutto, o quasi, quello che la realtà ha mostrato.

È impossibile che ci siano rifiuti tossici; è impossibile che i rifiuti venissero bruciati; è impossibile che gli scarichi fognari siano a cielo aperto perché c’è “il vallone”.

Confesso che queste persone non hanno accolto con piacere il pensiero del Primo Cittadino d’Isernia, perché non gradiscono essere presi per i fondelli. Concordo.

A questo punto urgono chiarimenti.

1.

Mi sembra piuttosto triste che un sindaco, venuto a conoscenza di fatti gravissimi, affermi:”Non lo devi dire a me, vai in Procura”. Vacci Tu in Procura. E scusa la franchezza. Non solo un cittadino – in questo caso io ma potrebbe trattarsi di chiunque altro – trova il coraggio di affrontare questioni delicate con il Sindaco, ma deve pure sorbirsi la pillola “Vallo a dire a qualcun altro che io non c’entro nulla”?

C’entri eccome. Perché DEVI far bonificare. Per legge, non perché pincopallino si sveglia la mattina e vuole l’orticello fresco e pulito.

Lancio una sfida al Sindaco, al Dirigente, alle forze dell’ordine, alla forestale e a chiunque altro voglia venire sul posto, a Fragnete, perché possa mostrare loro i punti in cui cercare i rifiuti nascosti: lo scavatore lo procuro io.

2.

Il Sindaco dice che “una squadra della polizia municipale è andata a fare una verifica sul posto e nessuno sapeva nulla di questa situazione.”

Io invece dico che o questa è una grossa balla, o non si sa con chi hanno parlato.

All’epoca dei fatti i cittadini di Fragnete manifestarono contro la schifosa discarica abusiva. Carta stampata e televisione se ne interessarono, e qualcuno avrà pure la documentazione in archivio. Persino Michele Iorio, all’epoca nei panni del comunista sfegatato, partecipò ad una delle riunioni che si tennero in loco.

Di più. Ecco le foto della manifestazione tenutasi nel 1986: accorsero tra le 400 e le 500 persone, praticamente tutta la borgata.

Fu un evento, insomma, ma per la “squadra della polizia municipale nessuno sapeva nulla”.

3.

Il finanziamento da 120 mila euro.

Sorvolo sulla storiella del Venerdì Santo, quando Michele Iorio avrebbe ricordato al Sindaco di chiedere il finanziamento per un bando che scadeva “domani o dopodomani. Per cui facemmo la richiesta all’ultimo momento”. Chissà se prima o dopo il cenone pasquale…

Mi soffermo invece su un fatto. Giulio Castiello, attuale Dirigente del Servizio Ambiente, in data 22 Aprile 2007, manda alla stampa un comunicato – riportato dal sito di Informamolise – in risposta ad un servizio del Tg di TeleIsernia sul Parco delle Testuggini.

A Castiello preme far chiarezza. E la fa.

L’oasi naturalistica di Colle Santa Maria sorge in località Fragnete, come noto in parte sull’area dell’ex discarica comunale oggi dismessa, per la quale, a seguito di partecipazione ad un bando regionale, è stato ottenuto, dal comune di Isernia, un finanziamento di 120mila euro che dovrà essere utilizzato per bonificare la zona. Il finanziamento regionale di cui sopra sarà presto a disposizione materiale dell’amministrazione: pertanto, in tempi brevissimi, si procederà alla riqualificazione della zona.”

Quindi, Caro Sindaco in carica dal 2002, non è vero che non sapevi di mettere il parco su un’area inquinata, non è vero che il finanziamento riguardava le cave, e non si capisce quale valore abbiano questi “tempi brevissimi” se siamo nel 2009 e di bonifica nemmeno l’ombra. Ulteriore obiezione: ammesso e non concesso che il finanziamento riguardasse le cave, questo significherebbe che il Comune sapeva che nella cava era stato scaricato qualcosa di pericoloso. Non credo sia conveniente sostenere questa tesi. E, visto che Tu dici una cosa e Castiello un’altra, forse è il caso che prima vi mettiate d’accordo e poi rifacciamo l’intervista.

4.

Il Sindaco chiosa:”Io non posso interessarmi e non posso essere a conoscenza.” Però può essere pagato, profumatamente, per fare il Sindaco..

5.

Già questa intervista, e l’articolo che uscirà sul giornale, è sufficiente per essere una denuncia alla Procura.” Ergo, qualcuno potrebbe ascoltare il Sindaco come persona informata dei fatti.

6.

Il Sindaco non crede che a Fragnete, di giorno, venissero bruciati rifiuti e che il fumo nero raggiungesse finanche Fornelli e Castelromano. Io invece sono disposto a ripetere queste cose di fronte ad un qualunque pubblico ufficiale.

7.

Passiamo al depuratore. Il Sindaco dice che 3/4 anni fa hanno fatto un intervento sul depuratore di Isernia Sud, volto a salvaguardare la fauna ittica, a mettere in sicurezza il depuratore, a risolvere il problema dell’inquinamento del fiume Cavaliere.

Io invece ho un video di 2/3 anni fa che documenta quattro scarichi illegali nelle immediate vicinanze del depuratore. Acque nere, schiuma bianca, assorbenti, varie porcherie e pesci morti. Stecchiti. Non solo questo. Circa due mesi fa mi trovavo sulla riva del fiume in compagnia di pescatori che stavano facendo l’immissione di trote per una gara. L’acqua era nera, perché qualcuno stava smaltendo le acque reflue direttamente nel Cavaliere.

Uno dei presenti chiamò la forestale, che di solito prima si reca sul posto e poi fa la segnalazione in Procura. Ecco perché si può dire con certezza che le segnalazioni esistono e che la Procura non si è interessata, ecco perché ritengo, caro Sindaco, che o non è stato fatto nulla, o quello che è stato fatto è stato fatto male, o qualcuno se ne frega e per risparmiare apre il rubinetto e scarica nel fiume.

Persino Teleregione, tra il 2007 ed il 2008, si è occupata dell’inefficienza del depuratore di Isernia Sud.

8.

Quando affermo che a Fragnete non c’è mai stato un sistema fognario, per cui i cittadini sono costretti a inquinare le loro terre – e a pagare le tasse per questo – il Sindaco obietta che “Non è vero, c’è un vallone.” Anche in questo caso è stata sempre Teleregione ad occuparsi della vicenda, mandando un’inviata sul posto a riprendere gli scarichi a cielo aperto.

Se consideriamo che negli ultimi due anni la situazione è immutata, ancora una volta il Sindaco ha torto.

9.

Da qui ne consegue che la tassa pagata negli ultimi dieci anni dai cittadini di Fragnete, e di tutte quelle borgate dove il servizio non funziona, o funziona male, è illeggittima. Proviamo a spiegare: da diversi anni c’è chi discute se il canone di depurazione, in assenza di un depuratore, sia legittimo o meno. La Corte Costituzionale, a seguito di un ricorso, si è pronunciata in merito, con parere n° 335 dell’11/10/2008.

La Corte ha dichiarato l’illeggittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1, legge 5 Gennaio ’94, n° 36 (Disposizioni in materia di risorse idriche), e relative modifiche (art. 28, legge 31 Luglio 2002, n° 179, Disposizioni in materia ambientale), nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi.

La Corte ha altresì dichiarato, ai sensi dell’art. 27 della legge 11 Marzo 1953, n° 87, l’illegittimità costituzionale dell’art. 155, comma 1, del decreto legislativo 3 Aprile 2006, n° 152 (Norme in materia ambientale) nella parte in cui prevede che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti anche nel caso in cui manchino impianti di depurazione o siano temporaneamente inattivi.

Stante che la prescrizione ordinaria è di durata decennale, ex art. 2946 c.c., i cittadini possono e devono chiedere il rimborso (+IVA) dei pagamenti relativi agli ultimi dieci anni.

Giusto per la cronaca, ad ogni famiglia spetta un rimborso medio di 6/700 €.

Mica male in un periodo di crisi…

Loading...