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SPECIALE ELEZIONI/ La sconfitta del Governo Berlusconi

Nonostante tutti i partiti politici cerchino di vedere il bicchiere mezzo pieno, i risultati, soprattutto in alcune realtà del nord, parlano chiaro: il Governo ha perso colpi. Importanti colpi. Probabilmente non per meriti del centrosinistra (che in più e più città è andato diviso, favorendo in molti casi il successo della coalizione avversa) quanto per propri demeriti. Comunque sia, è da qui che Bersani & co. devono ripartire per non perdere nemmeno l’ennesimo treno.

di Carmine Gazzanni

Appena una settima fa avevamo parlato di elezioni amministrative che nascondevano in realtà un test nazionale. Si veniva da un periodo caldo per l’esecutivo e per Silvio Berlusconi stesso. Prima gli sbarchi a Lampedusa, poi la guerra in Libia con annessa momentanea scissione Pdl-Lega. E ancora i vari processi per i quali il Presidente del Consiglio si trova imputato, da Ruby a Mediatrade, passando per i fondi neri Mediaset.

Lo stesso Presidente del Consiglio ha voluto caricare questa tornata elettorale di significati che andassero ben al di là del semplice governo amministrativo di province e comuni:“Sono elezioni amministrative ma anche politiche; potremo arrivare a fare le riforme se vinceremo le elezioni amministrative, così come abbiamo vinto tutte le elezioni più recenti. Poi avremmo due anni per dare agli italiani solidità, garanzie e benessere”.

Il tutto corredato da una strategia d’attacco, con punte estremiste e simil fasciste: dai manifesti sui giudici brigatisti alle parole della Moratti contro Pisapia (“ladro d’auto”), dalla gaffe della Santanchè su Hamas e i presunti rapporti con il candidato di Vendola a Milano fino a quel Lassini, autore dello sconsiderato manifesto contro i magistrati milanesi, premiato con la presenza sul pullmann del Milan nel sabato di festa rossonero – a scudetto vinto – in giro per la città. Tutti segnali univoci, lanciati ad un elettorato moderato – com’è quello delle grandi città in ballo – e per questo fuori luogo e poco premiante.

E, nonostante tutti i partiti politici cerchino di vedere il bicchiere mezzo pieno, i risultati, soprattutto in alcune realtà del nord, parlano chiaro: il Governo ha perso colpi. Importanti colpi. Probabilmente non per meriti del centrosinistra (che in più e più città è andato diviso, favorendo in molti casi il successo della coalizione avversa) quanto per propri demeriti. Comunque sia, è da qui che Bersani & co. devono ripartire per non perdere nemmeno l’ennesimo treno.

Con un’eccezione che deve far riflettere elettori e politici: il caso molisano, dove il centrosinistra è stato sconfitto al primo turno.

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