Giallo nella morte di George Michael: tweet del compagno riapre il caso

George Michael nel North London con il suo compagno Fadi Fawaz

George Michael nel North London con il suo compagno Fadi Fawaz

La morte di George Michael continua a tenere banco. E si trasforma in un vero e proprio giallo, dopo il tweet di Fadi Fawaz, compagno della popstar. Ecco il messaggio che riapre il caso.

La popstar George Michael continua a far parlare di sé anche dopo l’improvvisa morte, avvenuta il giorno di Natale 2016.

Come scrive Silvia Fumarola per La Repubblica:

“Suicidio, non morte naturale. George Michael si sarebbe ucciso il giorno di Natale. L’ ultima rivelazione shock sulla morte del cantante è contenuta in alcuni tweet apparsi sul profilo del compagno della popstar, Fadi Fawaz: scrive che il cantante aveva tentato di togliersi la vita altre volte.”

L’esclusiva, ricca di particolari e colpi di scena, è stata firmata dal Mirror, che nell’edizione domenicale di ieri, ha aperto il 2017 con il botto. Prima riportando i tweet di Fadi Fawaz, compagno di George Michael, e poi – dopo lo scoppio della bufera mediatica – riferendo che era stato cancellato il messaggio e successivamente l’intero account Twitter dello stesso Fadi.

george michael account compagno fadi fawaz cancellato

IL TESTO DEL TWEET È INEQUIVOCABILE

“Avevo una relazione con George Michael fino a quando l’ ho trovato morto nel suo letto.”

“L’ unica cosa che voleva George era morire”

“Ha tentato diverse volte di uccidersi…”

“e finalmente ci è riuscito…”

I tweet sulla morte di George Michael, prima postati e poi cancellati, da Fadi Fawaz

I tweet sulla morte di George Michael, prima postati e poi cancellati, da Fadi Fawaz

I gossip che arrivano da Oltremanica raccontano che i fans del cantante sarebbero sul piede di guerra.

Vogliono la verità: la data della morte è veramente Natale 2016? Si è suicidato o è stato un infarto?

Queste sono domande che, però, si stanno facendo anche gli inquirenti e a cui i tweet del signor Fawaz potrebbero aver dato una risposta. Quantomeno un’indicazione ben precisa.

COLPA DI UN HACKER

Resosi conto del clamore causato dalle sue parole, il compagno di George Michael, prima di chiudere il profilo Twitter, ha dato – come da consuetudine in questi casi – la colpa a un hacker:

“A essere onesti questa cosa mi spaventa un po’. Non ho scritto io quei tweet. Mi sono svegliato alle 11.30 con la notizia che già circolava. Non ho intenzione di preoccuparmi di queste cose.”

Purtroppo per lui, però, saranno le autorità inglese a decidere se dovrà preoccuparsi o meno di queste cose.

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