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Il gas italiano nelle mani cinesi: quali saranno le conseguenze per i cittadini?

Vendere il 30% della Rete Gas ai cinesi, come scritto da Facile, è una follia che solo il Paese dei balocchi poteva commettere. Quali saranno le conseguenze per i cittadini italiani?

 

Le reti italiane di luce e gas saranno possedute al 10% dallo Stato cinese in cambio di circa 2 miliardi di euro. Questo in sintesi l’accordo tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP), controllata dal Ministero dell’economia, e la State Grid Corporation of China (SGCC), una società controllata dal governo cinese.

Nello specifico, l’operazione prevede che SGCC compri il 35% di CDP Reti, una società che controlla il 30% di Snam Rete Gas, l’operatore della rete del metano nazionale, di Terna, l’operatore di quella elettrica. Non si tratta del primo investimento cinese nel settore energetico del nostro Paese: il governo di Pechino ha infatti comprato negli ultimi anni poco più del 2% di Eni ed Enel e oltre al 40% di Ansaldo Energia, un società che costruisce centrali energetiche e impianti. Quest’ultima operazione prevede due partnership per costruire impianti in Cina.

Negli altri casi, dalle reti a Eni ed Enel, le partecipazioni cinesi sono di assoluta minoranza e rappresentano essenzialmente degli investimenti finanziari. Neanche volendo, infatti, darebbero diritto a prendere decisioni nella gestione delle aziende, che restano tutte e quattro a controllo pubblico. In particolare , per quanto riguarda le reti, un’ulteriore garanzia per i consumatori è rappresentata dal fatto che le reti energetiche sono strettamente controllate e regolate dall’Autorità per l’Energia, che ha il potere di intervenire per impedire eventuali abusi.

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