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La (finta) rivoluzione di Bergoglio si ferma in Zimbabwe: il sanguinario Mugabe ospite in Vaticano

Tutto ci si poteva aspettare nella giornata dei 4 Papi, due vivi e due santi, men che mai di ritrovare in Vaticano, ospite di Bergoglio – come dimostrano le foto pubblicate dall’Agi – un sanguinario assassino, dittatore dello Zimbabwe: il Presidente Robert Mugabe, persona non gradita in Europa. La (finta) rivoluzione di Bergoglio è già finita.

 

È presente anche Robert Mugabe, il presidente dello Zimbabwe, alla canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II, in Vaticano, tra le decine dicapi di Stato e di governo che partecipano alla cerimonia.

Sul presidente dello Zimbabwe, accusato di violazioni dei diritti umani e irregolarità elettorali, pesa il divieto di ingresso nel territorio dell’Unione Europea, ma il presidente è stato più di una volta, anche di recente, nello Stato del Vaticano, grazie ai Patti Lateranensi, che obbligano lo Stato Italiano a consentire il passaggio per chi si rechi nella Santa Sede. Mugabe è arrivato a Roma sabato mattina, all’aeroporto di Fiumicino, ed è stato l’unico presidente che ha parcheggiato l’aereo nella zona di carico dello scalo, lontano dai fotografi e dalla struttura principale del terminal. Cattolico, ormai novantenne, Mugabe, che è il più longevo capo di Stato del continente africano (è al potere da più di trent’anni) partecipò anche alla cerimonia di beatificazione di Giovanni Paolo II, nel 2011.

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