Sicurezza, Difesa e Intelligence

Crimini passati, sofferenze attuali.

Lo Spettacolo “La Scelta”, che il gruppo Amnesty International 241 di Campobasso porterà sabato 1 dicembre nella Sala Conferenze della Biblioteca Provinciale “P. Albino”, si sofferma – come già segnalato su questo blog – sul dramma della guerra in Ex Jugoslavia.

 

di Marianna Cocca – Vice Responsabile Gruppo Amnesty International 241

Uno spettacolo teatrale può essere un fondamentale canale di sensibilizzazione, che il gruppo Amnesty di Campobasso tenterà di veicolare su un’importante azione, dedicata alle preoccupazioni di Amnesty International sui reati sessuali commessi in Bosnia-Erzegovina, che ricordiamo è composta da due entità: la Federazione della Bosnia-Erzegovina (FbiH) e la RS.

La Bosnia-Erzegovina è ancora alle prese con l’eredità dei crimini che ricadono sotto le normative del diritto internazionale commessi durante la guerra del 1992-1995.

Durante e dopo il conflitto, Amnesty International ha raccolto le prove che confermano quanto avvenuto, ed ha, inoltre, chiesto alle autorità della Bosnia-Erzegovina di indagare su coloro che potrebbero essere i responsabili di tali reati, e di processarli in modo equo ed imparziale, al fine di garantire alle sopravvissute l’accesso ad una riparazione efficace, che comprenda la restituzione, la soddisfazione, la compensazione, la riabilitazione e le garanzia di non ripetizione.

Tale azione assume particolare importanza, stante anche la recente ricorrenza del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

Relativamente alla Bosnia-Erzegovina, va detto che le indagini e le azioni penali nei confronti degli autori di crimini di diritto internazionale costituiscono un aspetto fondamentale del risarcimento delle vittime di questi crimini, ed è un obbligo a cui la Federazione non riesce a far fronte. Tuttavia, per molti sopravvissuti con cui Amnesty International ha parlato, la giustizia nei tribunali è solo un aspetto della loro storia. Molte delle donne sono ancora alle prese con le conseguenze fisiche, psichiche, e sociali dei crimini commessi contro di loro. Le autorità della Bosnia-Erzegovina hanno dato scarsa attenzione a questo aspetto, che è invece parte di un loro obbligo preciso, quello di fornire alle vittime di violenza sessuale la riparazione piena.

Amnesty ha chiesto alle autorità di adottare una serie di provvedimenti, necessari a garantire la parità di trattamento dei sopravvissuti in tutto il paese, indipendentemente dal luogo di residenza, dall’etnia o qualsiasi altro fattore.

Queste misure includono il Progetto di strategia per la giustizia di transizione, il Disegno di legge sui diritti delle vittime di tortura e le vittime civili della guerra, e la Bozza di programma per le vittime di violenza sessuale in nei conflitti e dopo del 2012-2016.

A causa della fragile situazione politica in Bosnia-Erzegovina, dovuta anche al suo complesso e frammentato quadro istituzionale e giuridico, non è chiaro quando e se queste iniziative saranno messe a punto e adottate.

La Bosnia-Erzegovina ha un obbligo di diritto internazionale al risarcimento dei danni dovuti ai  crimini commessi durante la guerra, e di un’efficacia giustizia nei tribunali.

Nella FBiH, la legislazione prevede il riconoscimento formale delle donne sopravvissute alla violenza sessuale in tempo di guerra come vittime civili di guerra, il  che dà diritto a una serie di servizi diversi, e il settore delle ONG è attivamente impegnato nell’assisterle. Uno dei principali diritti è quello a una pensione mensile. Altri diritti sono l’assistenza sanitaria, l’alloggio, la formazione professionale e l’assistenza giudiziaria.

Nella RS, tuttavia, la situazione è diversa. Il governo della RS non riconosce le esigenze delle vittime di stupro in tempo di guerra, né l’esistenza stessa del problema, il che si traduce nel non fornire a queste donne un adeguato risarcimento. Non vi sono stati tentativi significativi di raccolta dati per capire i loro problemi e sviluppare politiche che soddisfino le loro esigenze specifiche. Non vi è stato alcuno sforzo per stimolare il dibattito pubblico intorno questi crimini e de-stigmatizzare le vittime degli stupri nella percezione del resto della comunità. Inoltre, la generale mancanza di iniziative da parte delle autorità della RS si riflette nell’inadeguato  riconoscimento giuridico dei sopravvissuti. Ad esempio, le domande per lo status di vittima civile di guerra sono state accettate solo fino al 2007 ed erano presi in considerazione solo i danni fisici, mentre quelli psicologici venivano esclusi, il che ha comportato la non ammissibilità delle richieste di molte sopravvissute agli stupri.

Nella FBiH, benché abbiano ricevuto una forma molto importante di riconoscimento simbolico dei crimini commessi nei loro confronti, le sopravvissute stanno ancora lottando per accedere pienamente a determinati servizi, soprattutto per quel che riguarda le cure mediche e i farmaci prescritti, poiché non hanno accesso alle assicurazioni sanitarie. Nella RS queste donne, tra le altre cose, sono ancora alle prese con il silenzio, che è diventato uno dei più grandi ostacoli alla realizzazione dei loro diritti. Questo silenzio si riflette nella società civile, che non incoraggia a fornire un sostegno a questa popolazione. Sui media, l’attenzione è rivolta principalmente alle indagini e processi a carico dei sospettati,  e molto poco spazio è dato alle altre preoccupazioni delle sopravvissute, tra cui quella di soddisfare le loro necessità di base.

Purtroppo, tutte le donne di cui Amnesty International ha parlato, sia nella FBiH che nella RS, lottano per ottenere le cure mediche e psicologiche di cui hanno bisogno. Questo le lascia alle prese con disturbi da stress post-traumatico, alti livelli d’ansia, malattie sessualmente trasmissibili, anemia cronica, colite, ipertensione, diabete, forti dolori, mal di testa e insonnia.

L’iniziativa a livello statale di stabilire un programma per le vittime di violenza sessuale è un passo positivo, ma fino a quando il programma non sarà completamente sviluppato e adottato, le sopravvissute non saranno  in grado di accedere pienamente ai loro diritti.

Per queste ragioni, prima e dopo lo spettacolo teatrale “La Scelta”, gli attivisti del Gruppo Amnesty di Campobasso raccoglieranno firme su petizioni indirizzate alle diverse autorità della Bosnia Erzegovina: si tratta di fare uno sforzo per sradicare per quanto possibile le conseguenze delle violazioni dei diritti umani, e ripristinare, per quanto possibile, le condizioni che con ogni probabilità sarebbero state se questi crimini non fossero stati commessi. Ciò è di particolare importanza per le sopravvissute ai crimini di guerra e alla violenza sessuale, che, a causa dello stigma sociale imposto su di loro, raramente cercano di lottare attivamente per i propri diritti.

Ancora una volta dobbiamo noi essere la voce di queste donne, alle quali la guerra ha tolto ogni cosa.

Vi aspettiamo sabato 1 dicembre alle ore 19.00 presso la Sala Conferenze della Biblioteca Albino, per lo spettacolo teatrale “La Scelta” di Marco Cortesi e Mara Moschini.

Invitiamo a contattarci a gr241@amnesty.it o al 328.8415431 per info e biglietti (offerta minima di 10 euro per l’ingresso).

Loading...