STRAGE DI CAPACI/ Salvatore Borsellino: “Per Paolo Giovanni Falcone era davvero un fratello. Dopo la sua morte aveva capito che il prossimo sarebbe stato lui”

Il 23 maggio 1992 sull’autostrada Palermo-Trapani, all’altezza di Capaci, la mafia fece esplodere 500kg di tritolo uccidendo sul colpo i tre agenti della scorta di Giovanni Falcone. Poche ore dopo morirono anche il giudice e sua moglie Francesca Morvillo. Da anni Falcone era temuto da Cosa Nostra perché, insieme al collega ed amico Paolo Borsellino, stava svelando la triangolazione mafia-economia-politica italiana. Oggi cade il ventennale della strage ma la sua lotta antimafia continua, sostenuta da molti.

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