Si tratta di un provocatore del web, uno dei cosiddetti troll. Con la sostanziale differenza che lui è un professionista del settore, che per mestiere crea disordini online, indirizza le discussioni, manipola – secondo quanto gli è stato ordinato – il “senso delle cose”. L’assurdo? Viene pagato da “un gruppo economico legato trasversalmente a tutti i partiti.” Ecco la sua storia in un’intervista di Francesco Lanza.