MANI PULITE/ Parla l’eroe di allora, Antonio Di Pietro: “Scoperta la malattia, vogliono eliminare il medico”.

Venti anni da Mani Pulite. Venti anni esatti dall’arresto del “mariuolo” Chiesa, preso con le mani nel sacco, catturato “una mattina d’inverno” al Pio Albergo Trivulzio. È l’inizio della fine. La stagione delle bustarelle viene colpita a morte da quel pool di magistrati della Procura di Milano passato alla storia come “il pool di Mani Pulite”:  Piercamillo Davigo, Francesco Greco, Gherardo Colombo, Tiziana Parenti e Ilda Boccassini,  guidati dal procuratore capo Francesco Saverio Borrelli e dal suo vice Gerardo D’Ambrosio. Senza dimenticare lui, Antonio Di Pietro, l’icona di quel repulisti che spazzò via un’intera classe politica. “Non perché erano politici, ma perché rubavano, chiariamoci”, replica l’attuale Presidente dell’Italia dei Valori a chi cerca di manipolare la storia di Tangentopoli.

Antonio Di Pietro all’epoca di Mani Pulite

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