FABRIZIO GATTI/ “Ci vuole sempre una buona ragione per fare il giornalista infiltrato”

Un giornalista che vive sulla propria pelle quello di cui parla. Fabrizio Gatti non fa giornalismo, vive il giornalismo; non racconta storie, ma vive le storie che poi racconta. Queste non sono frasi di circostanza, è la realtà. Gatti firma i suoi reportage soltanto dopo averli vissuti. Emblematica l’inchiesta sugli immigrati: fingendosi un clandestino – Bilal – ha affrontato tutto il viaggio nel deserto, ha attraversato il mare, fino poi a giungere in Italia e andare nei campi di lavoro.

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