Se si blocca Google muore internet: cos’è successo nel black out di venerdì?

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4 minuti di black out. Perdita secca: mezzo milione di dollari. Il traffico mondiale è crollato del 40%. Se si blocca Google muore internet. Ecco cos’è successo venerdì notte, durante il crash del più importante motore di ricerca del web, nel racconto di Elmar Burchia su Corriere.it

 

Cade Google e tutti giù per terra: in Italia era passata la mezzanotte quando i servizi di Google sono andati offline per quasi quattro minuti. Tra questi anche il motore di ricerca. Pochi se ne sono davvero accorti, lo spavento – ovvio – è stato grande. La conseguenza? Un calo del 40% del traffico mondiale. Alcuni blogger hanno calcolato la perdita per il colosso di Mountain View per il «breve» crash.

BLACK OUT – Quella che è la porta di accesso alla Rete per antonomasia è diventata improvvisamente inutile, aprendo uno scenario inimmaginabile per chi usa Internet: un mondo senza Google. Di colpo, infatti, nulla funzionava più. E’ accaduto nel cuore della notte. Irraggiungibili Gmail; Google Drive, il calendario di Google; Google Maps o Blogger – ma soprattutto la ricerca. Colpiti anche alcuni servizi di YouTube. Stando alla app di Google, Dashboard, il crash si è verificato alle 0.52 (ora italiana). Di punto in bianco gli utenti si sono ritrovati su una pagina di errore.

Dice Google: «Siamo a conoscenza di un problema con Gmail che colpisce un sottoinsieme significativo di utenti. Gli utenti interessati sono in grado di accedere a Gmail, ma stiamo vedendo i messaggi di errore e/o altri comportamenti imprevisti». Qualche minuto più tardi, un altro messaggio ha sottolineato: «Dal 50% al 70% delle richieste di connessione a Google ha riscontrato errori, il servizio è stato ripristinato un minuto dopo, ed è stato interamente risolto dopo quattro minuti».

TRAFFICO INTERNET – Nulla di cui preoccuparsi dunque? Niente affatto. Sebbene il lasso di tempo nel quale Google era offline sia stato relativamente breve, il black-out dimostra ancora una volta quanto la Rete, e soprattutto ognuno di noi, siamo dipendenti dalla società americana. Una riflessione che spinge pure a cominciare ad usare più spesso alternative valide. Insomma, serve un piano B. Il grafico del servizio di monitoraggio e analisi del Web «GoSquared» evidenzia quanto il numero di richieste di pagine Internet sia realmente diminuito in quei quattro minuti: del 40 per cento.

IL COSTO (TEORICO) –Mentre Google era offline Twitter, invece, registrava un vero e proprio boom di attività, come si vede dal grafico di Topsy. Non è ancora del tutto chiara la causa del «buco» e nemmeno ricaduta che il crash ha avuto su Google in termini economici. Tuttavia, due conti hanno provato a farli i blogger di Venturebeat.

Recentemente c’erano stati alcuni problemi con Gmail e Google Drive – ricordano – ma un «incidente» così è assai raro per Google. L’ultima volta che il motore di ricerca andò in tilt era il 31 gennaio del 2009, per 55 minuti, dalle 15.30 alle 16.25. I blogger hanno calcolato la perdita – a livello teorico – per Google, tenendo conto che la «Grande G» fattura 108 mila dollari al minuto.

Ebbene, quei 4 minuti di doomsday sono costati a Google 432.000 dollari (306.000 euro). 

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