Agcom contro il download di musica e video: ecco il nuovo regolamento anti-pirateria

scaricare musica e film da internet agcom si schiera contro i ladri di contenuti

Oggi, come scrive HuffingtonPost,  entra in vigore il nuovo regolamento dell’Agcom contro la pirateria on line, e i ladri di contenuti verranno finalmente oscurati e puniti. E’ inutile far passare questa normativa come un attacco alla libertà d’espressione o d’informazione. E’ miope o complice difendere coloro che si arricchiscono rubando e schiaffando sui loro siti musica e film senza pagare nulla a chi crea e a chi produce, tagliando le gambe agli autori e uccidendo le industrie. Sarà impopolare, ma va detto.

 

Sareste disposti ad acquistare un’automobile per poi lasciare le chiavi fuori dalla porta di casa perché chiunque possa farci un giro gratis? Certo non lo farebbero i pirati, che quando chiudono bottega scappano in un’isola a giocare con le loro ville e le loro Rolls Royce. E nemmeno quelli che scaricano musica e film, serie televisive, fiction, documentari e quant’altro. Altro che libertà d’espressione.

La questione è semplice. E va ridotta a un prima e a un dopo. Prima che entrasse in vigore il regolamento, per avere ragione di un sito pirata passavano anni. Ora basteranno 35 giorni tra la denuncia e la rimozione dei contenuti. La differenza è che adesso toccherà ai pirati sbattersi in tribunale per sostenere che è legale rubare La grande bellezza, metterla in rete e guadagnarci sopra con la pubblicità.

Non c’entra nemmeno la libertà d’informazione. Ma gli interessi meschini di chi pensa che questa sia una battaglia da cavalcare per rastrellare voti. O quelli loschi di chi, in nome di quelle libertà che nessuno si sogna di toccare, lavora per lasciare la porta aperta ai pirati e alle loro enormi disponibilità economiche.

Se questo fosse un paese serio, parallelamente a questa normativa sacrosanta avrebbe preteso dagli attori in campo la nascita di un’offerta di contenuti legale e calmierata. Capace di garantire la diffusione delle opere, il rispetto del lavoro creativo degli autori e la sopravvivenza delle industrie.

Ma non siamo un paese serio, dunque procediamo per strappi. Senza accorgerci che, di fronte a questo dibattito, c’è chi gira la testa dall’altra parte e fa finta di niente. Sono le telecom. Perché mentre scaricate un film, è a loro che pagate il canone di connessione alla rete. Anche se sul totale della bolletta non troverete la voce: “grazie ai pirati”.

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