La tecnologia del futuro: nel 2025 a cosa diremo no?

tecnologia del futuro mini

La tecnologia del futuro. Nel 2025 – o prima? – saremo bombardati da  soul catcher,  Black Light Tattoos, memory glasses, jewel eye, digital nail art,  digital lifestyle.

 

Suona le sveglia su un’altra giornata. Se non siete delle allodole, e l’istinto è quello di voltarvi dall’altra parte, tirate su le coperte incuranti di tutti i vostri impegni. Fatelo finché potete è il mio consiglio, perché in un futuro, neanche troppo lontano, potrebbe riuscirvi piuttosto difficile: il piumone sotto il quale dormite monitora costantemente a che punto è il vostro sonno.

Poi piano piano, inizia ad illuminarsi, ricreando sul letto la luce di un’alba nascente. Gli zombie del risveglio non avranno più scuse: esposto alla luce artificiale l’orologio biologico reagisce esattamente come dinanzi ad un’alba vera e accelera gradualmente il battito del cuore ed il respiro.

Insomma, eccovi vispi come dei grilli, pronti ad affrontare tutti gli impegni quotidiani. Fantasie? Illusioni? Neanche un po’(purtroppo). Nel futuro, avvertono gli addetti ai lavori, domineremo il corpo. Lo piegheremo alle nostre volontà. E perché non ci faccia brutti scherzi, impareremo a controllarne le debolezze. Tra le tecnologie del futuro a più alto potenziale di desiderabilità c’è, infatti, il “Soul Catcher”, l’acchiappa-anima. La distribuzione è prevista nel 2025, ma pare sia già un prototipo reale: un microchip che si impianta nella testa e che ci legge dentro. Grazie al supporto di un computer, tutto sarà poi “riascoltabile”, come una scatola nera in cui è archiviato ogni nostro pensiero. Ma non finisce qui.

Una videocamera miniaturizzata che punta costantemente sull’iride dell’occhio e calcola il numero di battiti delle ciglia e i movimenti oculari terrà sotto controllo il nostro grado di vigilanza e, insieme ad altri sensori che verificano come teniamo la testa, quanto pressiamo i pedali o stringiamo il volante, impedirà di schiantarci con la macchina. Tra gli accessori, prevedibile il successo di “memory glasses”, occhiali in grado di richiamare le informazioni che ci servono quando una sensazione di déjà vu ci fa dire: << Questo signore lo conosco, l’ho già visto da qualche altra parte>>. Avremo rossetti al sapore dei sogni o dei ricordi.

Nel giro di quattro, cinque anni i centri estetici si doteranno di stampante per le unghie, per la “digital nail art”. Al posto dei tatuaggi e dei piercing “Black Light Tattoos”, visibili solo alla luce ultravioletta. E per i più estremi, ecco in arrivo microgioielli da impiantare sulla cornea, “jewel eye”. Ogni aspetto della nostra vita subirà stravolgimenti.

Anche il mondo del lavoro. Arriveremo al “digital lifestyle”: uno stile di vita nel quale si abbatterà progressivamente la divisione tra attività e lavoro a casa. Ogni utente orienterà la tecnologia in funzione delle sue necessità: per ascoltare musica, se vuole, o vedere la tv, scrivere, ricevere e-mail, parlare al telefono.

Tutto convergerà in un solo strumento, integrazione del pc, del telefono e della tv, piccolo e magari senza tastiera, dotato di software intelligenti in grado di personalizzare le funzioni. Ecco le nuove sfide dell’era digitale che come una polveriera ci avvolgerà ovunque. La sfida per noi sarà conservare la libertà di dire “preferirei di no”. La libertà di fare a meno di una cosa possibile.

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