“L’Agcom ci attacca ma la Pirateria non finirà mai”: parla l’admin di Italia-Film

pirateria streaming

L’admin di Italia-Film, uno dei siti streaming più conosciuti, si è confessato – dietro la promessa di anonimato – a Michela Rossetti per l’Huffington Post. “Vogliono farci passare come truffatori e delinquenti, ma la realtà è ben diversa. E la Pirateria non finirà mai.”

 

“No, non mi considero affatto un sito pirata ma una comunità dove gli appassionati di film streaming e serie tv vengono quotidianamente a vedere, commentare e condividere contenuti con i propri amici. Vogliono farci passare come truffatori e delinquenti, ma la realtà è ben diversa”.

Inizia così la conversazione con l’amministratore di Italia-film, tra le decine di siti che ospitano link di pellicole e serie in streaming/download e che ha accettato di parlare con l’HuffPost con la garanzia dell’anonimato. Siti come il suo dovrebbero subire un brusco ridimensionamento con il nuovo regolamento Agcom a protezione del diritto d’autore, in vigore dal 31 marzo. Perché d’ora in poi non solo l’autorità giudiziaria, ma la stessa Agcom, potrà ordinare ai provider la rimozione di contenuti illegali.

In futuro avrete vita più difficile…

L’Agcom vuole fare tabula rasa, eliminarci tutti. La nostra rete si trasformerà in un continuo controllo dei provider. Ma non credo che la loro, di vita, sarà facile…

In che senso?

In un primo momento sarà probabilmente molto più difficile per gli utenti accedere ai contenuti, ma come sempre usciranno tanti di quei modi per aggirare i blocchi che alla fine il loro lavoro per proteggere il diritto d’autore si trasformerà in una “caccia al ladro” inutile. Se si limiteranno a un blocco “dns”, ad esempio, che non elimina il sito da internet ma lo rende semplicemente irraggiungibile per chi naviga in Italia, basterà cambiare le impostazioni sul proprio sistema operativo.

Quindi non temi un nuovo “effetto Megavideo”? Dopo che l’Fbi chiuse una tra le più popolari piattaforme di file sharing, per mesi sembrava impossibile trovare contenuti.

In quel caso il caos è dipeso dal fatto che i link a Megavideo non funzionavano più, ma in seguito sono stati tutti rimpiazzati su altre piattaforme. Ricordo poi che Megavideo e Megaupload sono rinati sotto “Mega”. Credo comunque che in Italia abbiamo problemi ben più seri di qualcuno che si vede “Il trono di spade” sottotitolato perché non ama il doppiaggio in italiano, o magari perché non ha la possibilità economica di fare abbonamenti o comprare Dvd.

In realtà la pirateria produce un danno sia in termini economici che di posti di lavoro. Perché chi ha prodotto un film non dovrebbe tutelare e difendere il proprio diritto d’autore?

Perché un certo tipo di pirateria non danneggia l’industria, ma anzi la aiuta come una forma di pubblicità. Prendiamo “Sole a catinelle”: era in rete pochi giorni dopo l’uscita in sala ma ha ugualmente “sfondato” al botteghino. E lo stesso discorso vale per Avatar.

So che molti utenti considerano il tuo un lavoro prezioso, ma c’è anche chi si chiede se dietro non ci siano banali fini di lucro.

È chiaro che io ci guadagno, prima di tutto perché mantenere un servizio come il nostro ha dei costi, poi perché come puoi immaginare nessuno fa nulla gratis. Per tutti noi, comunque, c’è anche una forte passione per il cinema. E penso al nostro team di traduttori che si fa in quattro per sottotitolare le serie americane.

Quanto e come guadagnate dal vostro sito?

Il quanto non si può quantificare perché dipende da diversi fattori.

Il come? Dalla pubblicità?

No. In realtà la pubblicità è un’entrata minima. Il ricavo arriva principalmente dagli hosting, ossia dalle piattaforme che ospitano “fisicamente” i contenuti. Faccio un esempio: io carico un contenuto su Nowvideo, e gli garantisco ingressi tramite i miei link. In base al traffico che ricevono da me, io ricavo una percentuale.

Il guadagno vero lo fanno loro, con la pubblicità e i servizi a pagamento. Ora io non capisco perché devono chiudere me se sono loro i veri “pirati”, quelli che davvero lucrano sul cinema. La verità è che queste piattaforme sono su server esteri impossibili da raggiungere, e loro si difendono rimuovendo il singolo contenuto pirata. Se si vuole davvero combattere la pirateria si dovrebbero chiudere i siti di hosting, e non noi che facciamo dei semplici link.

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