I colossi del web si uniscono contro il cyber spionaggio

i colossi del web contro il cyber spionaggio

Sono otto, sono dei giganti e se si uniscono, forse, possono davvero cambiare le cose. Facebook, Twitter, AOL., Microsoft, Apple, Google, LinkedIn e Yahoo! hanno lanciato, lunedì 9 dicembre, una campagna per spingere il governo a regolamentare lo spionaggio in rete.

 

Dopo le rivelazioni sulla Nsa, a partire dalla scorsa estate, l’immagine dei giganti tecnologici, ne ha senza dubbio risentito. “La gente non usa una tecnologia di cui non si fida” ha spiegato Brad Smith di Microsoft. “I governi hanno messo a rischio questo rapporto di fiducia ed ora devono aiutare e ripristinarlo”.

Le otto compagnie hanno presentato un piano, di cui i promotori maggiori sono Microsoft e Google, per regolare l’attività di spionaggio e hanno pubblicato una lettera aperta su vari giornali americani invitando gli Stati Uniti a farsi promotori di un’iniziativa mondiale. Questo è l’ultimo gesto, certamente il più eclatante, di una serie di tentativi da parte delle singole aziende di recuperare credito presso il mercato soprattutto dopo le ultime rivelazioni da cui si deduce che spesso lo spionaggio è avvenuto all’oscuro delle stesse compagnie. Dalle iniziative tecniche per rendere più sicuri i server alle campagne pubbliche, il prezzo è troppo alto per rimettersi nelle mani del governo.

La lettera aperta comincia così:

Caro Signor Presidente e Membri del Congresso,

Sappiamo che il governo ha il dovere di proteggere i cittadini. Ma le rivelazioni della scorsa estate hanno messo in risalto l’urgenza di riformare le pratiche di sorveglianza dei governi di tutto il mondo. L’equilibrio in molti paesi è a favore dello stato e lontano dai diritti degli individui – diritti protetti dalla nostra Costituzione. Tutto questo mina la libertà che tutti noi amiamo. E’ tempo di cambiare”.

Oltre alla lettera aperta, un sito raccoglie le richieste principali delle compagnie che, in breve, sono:

1.Ridurre il campo di azione delle agenzie di spionaggio con regole precise e limitare i soggetti spiati a quegli individui già identificati come sospetti;

2.Le agenzie di spionaggio in rete devono essere sottoposte a regole chiare, una corte indipendente deve giudicare il loro operato e il tutto deve essere trasparente e pubblico;

3.Le compagnie dovrebbero essere libere di divulgare al pubblico le richieste fattegli dai governi;

4.Il governo deve permettere il libero flusso di dati ed informazioni attraverso le frontiere. Le compagnie non devono essere obbligate ad avere le proprie strutture sul territorio americano.

5.Bisogna avere un’intesa comune fra i paesi riguardo il cyber spionaggio per evitare che ci siano conflitti legali e i governi si devono impegnare per risolverli insieme.

Se nessuno ha mai messo seriamente in discussione la cooperazione fra le vecchie compagnie telefoniche e i governi, continuate intensamente almeno fino alla Guerra Fredda, come scrive il New York Times, la stessa real politik non sembra valere quando si tratta della rete. Non è accettabile che le “nuove tecnologie” collaborino con il governo a discapito dei cittadini, un’opinione condivisa dagli utenti e dagli stessi Facebook, Twitter e così via. Forse per l’incredibile mole di dati che raccolgono, infinitamente superiore a quella disponibile un tempo. Finché le aziende saranno in grado di accumulare così tanti dati sui loro utenti, i governi faranno pressione per averli.

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