Follie dalla rete, “15 minuti per comprare una pistola su Facebook”: le prove di una storia assurda

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Un’indagine di Venture Beat mostra quanto sia semplice usare il social network per procurarsi illegalmente un’arma. Fin troppo semplice. Ecco tutte le prove della follia dilagante in rete, come racconta Wired.

 

Lo scorso ottobre lo sceriffo Keith Cooper del Kentucky ha chiamato a colloquio un ragazzo di 15 anni sorpreso a scuola con una pistola carica e senza licenza. Alla domanda“Dove hai preso l’arma?”,la risposta è stata scioccante: su Facebook. Meno scioccante di quel che si potrebbe credere, considerando che, scrive Venture Beat, sul social network di Zuckerberg di pagine come Firearms Only Alamogordo, Guns for Sale, I Love Guns, e Guns, Ammo & Blades, solo per citarne alcune, ne esistono a dozzine. Vero, le transizioni non avvengono su Facebook ma in parcheggi e posti isolati, ma la facilità con cui è possibile entrare in contatto col mercato illegale delle armi, ed acquistare pistole con numeri di serie cancellati o vietate nel proprio paese, è impressionante.

Così impressionante, scrivono i giornalisti diVentureBeat, che trattare l’acquisto di unfucilecalibro 7 mm e di 90 cartucce con un membro del gruppo Firearms Only Alamogordo ha richiesto appena 15 minuti (come mostra anche questo scambio di messaggi). Tutto senza bisogno di essere identificati, senza sentirsi domandare nulla. Senza lasciare traccia.

Quello dei social media come bazar di armi illegali è un problema reale, un fatto, come dichiarato anche dall’agente speciale Helen Dunkel del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives:“Siamo certamente consapevoli che i social media vengono utilizzati per vendere armi da fuoco, e nei casi in cui riceviamo informazioni, sia attraverso informatori confidenziali o attraverso altri mezzi, le prendiamo sul serio e indaghiamo”. E al momento, continua Dunkel, sono diverse le indagini per transazioni di armi illegali sui social media.

Facebook, dal canto suo ricorda che il social network non è una piattaforma di e-commerce, e vieta la vendita di pistole,armi ed esplosivi, collaborando col l’autorità nel corso di eventuali indagini. Un portavoce del social network ha fatto sapere in proposito:“Non puoi comprare le cose su Instagram e Facebook , né è possibile promuovere la vendita o l’uso di armi nelle pubblicità. Incoraggiamo le persone che si imbattono in qualsiasi altra attività illecita a riferire a noi”.

Eppure malgrado questo, il caso del ragazzino del Kentucky dimostra che invece il traffico illegali di armi su Facebook avviene, a volte anche indisturbato, e coinvolge anche i minori. Per questo è nata anche una petizione su change.org, che ha già raccolto oltre 78mila adesioni, per chiedere l’immediata proibizione della vendita di armi su Facebook Instagram.

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