Esagerare con web e cellulare è uno spreco di tempo ed energie. Ecco perché

stare troppo tempo su rete pericoloso per salute

Stare troppo su internet è uno spreco di tempo, salute, concentrazione, conoscenza, sentimenti. Lo dicono ricerche mediche e il buonsenso.

 

INTERNET FA MALE.Finalmente si è rotto un tabù: anche il regno di internet, o l’universo del web se preferite, con tutte le meraviglie che ci concede, può diventare l’impero dello spreco. Quale spreco? Di tempo, salute, concentrazione, conoscenza, sentimenti. Di vita, insomma. Il tema è ormai al centro di una discussione che coinvolge esperti a qualsiasi livello, a partire dal fatto che dal 2013 la dipendenza da internet è inclusa nel manuale che si occupa dei disturbi mentali e come tale va approfondita con il lavoro degli scienziati, certo, ma anche e forse innanzitutto con i nostri comportamenti quotidiani. Chi può rinunciare, per esempio, alla posta elettronica? Quasi nessuno, credo. Però se diventiamo schiavi delle mail, guardandole in tempo reale, minuto dopo minuto, secondo dopo secondo, sul computer o sul cellulare, se siamo prigionieri della posta elettronica, abbiamo sprecato tempo e siamo entrati, anche qui lo dimostrano le ricerche scientifiche, nel cono d’ombra dell’ansia.

INTERNET FA MALE AL CERVELLO. Cautela, dunque, e niente compulsione, anche con la preziosa posta elettronica. Secondo il Day Hospital di Psichiatria del Policlinico Gemelli, in Italia le persone assuefatte alla rete sono per l’80 per cento ragazzi, in gran parte di un età compresa tra i 13 e i 17 anni, mentre il restante 20 per cento è formato da adulti, appassionati fino alla dipendenza di siti porno e gioco d’azzardo online. Non vi sembrano numeri spaventosi, sui quali riflettere? E non sentite la puzza dello spreco, cioè di una forma di dipendenza che ricorda molto da vicino quella dall’alcol e dalla droga? Anche qui, bisognerebbe partire dalle categorie del buonsenso: meno connessioni 24 ore su 24 e più tempo da dedicare all’aria aperta, alla famiglia, agli amici, al relax come a una sana risata. Alla vita vera, e non virtuale.

Quanto ai cellulari, ormai sempre più integrati al regno del web, il 90 per cento della popolazione italiana possiede un telefonino. Normale. Meno normale, invece, è l’uso compulsivo che facciamo del cellulare, con un enorme spreco anche di soldi. Siamo sempre in attesa di uno squillo, abbiamo cancellato le conversazioni dal fisso (e spesso conosciamo solo i numeri dei cellulari dei nostri interlocutori), consentiamo all’oggetto tecnologico, il telefonino, di schiacciare l’uomo, la nostra persona.

 

Un consiglio semplice, per esempio, può essere quello di fare conversazioni brevi con il telefonino, spegnerlo o metterlo con la funzione silenziosa con frequenza, e innanzitutto fare in modo di non essere interrotti dal suo trillo quando si lavora, quando si pensa, quando si conversa o si sta in piacevole compagnia. Il telefonino a tavola, come una pistola in un saloon, poi è anche un gesto di maleducazione.

Infine lo spreco di conoscenza. Il regno di internet, con le sue suggestioni, e con la spaventosa quantità di informazioni e di notizie che produce a ciclo continuo, può anche seminare ignoranza allo stato puro. Non a caso, abbiamo scoperto dai quiz televisivi che molti giovani italiani pensano che Benito Mussolini abbia vissuto fino alla fine degli anni Ottanta oppure non sanno bene chi è stato Hitler.

Per loro, se non riusciranno a liberarsi dallo spreco di internet e non sapranno riscoprire il piacere della lettura autentica, il futuro sarà perlomeno incerto.

O approssimativo come la loro conoscenza della storia.

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