Display 3d, ecco la nuova frontiera della comunicazione tecnologica

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Realizzato un prototipo di display in grado di riprodurre elementi in movimento in tre dimensioni, in tempo reale. Tra avanguardia tecnologica e opera d’arte, utilizzabile in campo professionale e per intrattenimento. E per usi ancora da immaginare.

 

IL DISPLAY che avete di fronte sembra un unico spazio continuo. Ma come il corpo umano è composto da singoli atomi, i display sono formati da migliaia e migliaia di singoli pixel, piccoli elementi luminosi che si accendono e si spengono per comporre un’immagine.

Pensate ora a uno schermo con i pixel un po’ più grandi di quelli del vostro display, e però in grado non solo di riprodurre un’immagine, ma di conformarsi in infinite combinazioni per creare un modello tridimensionale di quello che mostrano. E’ quello che hanno creato i ricercatori del Mit, utilizzando tecnologie avanzate ma anche componenti più banali, il tutto con evidente lavoro di cervello. Un display “vivo”, per ora poggiato su un tavolo, in cui i pixel vengono animati da dei motori sotto il display, collegati a un computer che ne orchestra e ne gestisce il movimento, che a sua volta riceve un input da una versione modificata del Kinect, la tecnologia che Microsoft impiega sull’Xbox per catturare i movimenti dei giocatori e trasformarli in azioni sullo schermo. Ne viene fuori inFORM, questo il nome di un oggetto apparentemente alieno, che permette a una persona di estendere il proprio corpo a distanza indeterminata, visualizzare oggetti presenti in un luogo dall’altra parte del mondo.

Insieme uno strumento le cui funzionalità e possibili applicazioni appaiono già innumerevoli, e un’opera d’arte animata, la prima installazione, e sostanzialmente anche low-cost, del corpo digitale.

Come si vede nel video, utilizzare inFORM è come avere un’estensione digitale del proprio corpo. Che di fatto “esce” dallo schermo, ricreato dai pixel “fisici” del dispositivo. Pixel che al momento sono grandi come dadi da gioco, ma che potranno senza dubbio diventare più piccoli, fino magari a un display HD fisico, per ricreare elementi in tempo reale nel dettaglio. Ma senza spingersi tanto, già il prototipo di inFORM appare come una rivoluzione. Il sistema cattura in tempo reale quello che la telecamera del Kinect vede, e in questa fase ne assimila i movimenti, che vengono inviati al computer. Questo li ricrea e li invia sotto forma di impulsi ai motori che muovono inFORM. Risultato, poggiando un oggetto su inFORM è possibile manipolarlo da remoto con le proprie mani, attraverso le capacità del sistema di replicare l’oggetto visto dal Kinect e i relativi movimenti. Insomma, due partner attraverso inFORM potrebbero grattarsi la schiena a migliaia di chilometri di distanza, sostanzialmente in tempo reale. Perché la prima frontiera di una tecnologia di questo tipo è quella delle comunicazioni personali. E poi i giochi, la modellazione 3D professionale, l’architettura, l’ingegneria, sicuramente il virtual sex. Ma la maggior parte degli impieghi possibili è ancora tutta da immaginare.

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