Diritto all’oblio, a Google le prime richieste di rimozione link: anche Dell’Utri potrà beneficiarne?

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Una sentenza scellerata, sconsiderata e che cambierà totalmente il futuro della rete. In tre parole: diritto all’oblio. Come riporta Wired, a Google sono già arrivate le prime richieste di rimozione link: chi potrà beneficiarne? Anche personaggi del calibro di Dell’Utri?

 

Fonti non ufficiali hanno riferito che Google sta già ricevendo richieste per rimuovere dai risultati delle ricerche i contenuti personali indesiderati dagli utenti. La notizia arriva appena due giorni dopo che la corte europea ha stabilito – a sorpresa – che chiunque può esercitare il proprio diritto all’oblio, ossia richiedere la rimozione di tutti i link discutibili collegati alla propria persona.

L’azienda numero uno nel settore delle ricerche su Internet deve ancora capire come poter gestire il prevedibile fiume di richieste che arriveranno nei prossimi giorni, e finora Google non ha fornito comunicazioni ufficiali a riguardo.

La sentenza di martedì riguarda circa 500 milioni di cittadini europei, e impone che tutti i servizi di ricerca su Internet rimuovano le informazioni ritenute “inadeguate, non pertinenti o non più rilevanti.” In caso contrario, sono previste sanzioni economiche.

In ciascuno dei 28 paesi dell’Unione Europea, Google dovrà mettere in piedi una squadra di esperti nella rimozione dei contenuti. Non è ancora chiaro, però, se i collegamenti contestati debbano semplicemente essere rimossi, oppure se il personale dovrà giudicare nel merito le singole richieste degli utenti. Secondo la sentenza, in ogni caso, i cittadini europei possono presentare le domande di rimozione dei link direttamente alle aziende web interessate, piuttosto che alle autorità locali.

Se un motore di ricerca decide di non eliminare il risultato di ricerca, l’interessato potrà chiedere un risarcimento in tribunale.

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