Denunciano il degrado di Roma ma il Pd vuole farli chiudere: la storia di Romafaschifo.com

romafaschifo rischio chiusura mini

Ennesima porcata targata Partito Democratico: Romafaschifo.com è un blog di informazione libera che denuncia il degrado della Capitale con l’obiettivo di capire “chi ha ridotto così la città più bella del mondo.” Ma a quelli del Pd la cosa non sta più bene e, dopo le “minacce” via twitter inviate ai gestori del blog, ora stanno cercando di farlo chiudere. Ecco i dettagli della vicenda, così come riportati da Romafaschifo.com

  

Inutile girarci intorno: l’informazione libera fa paura. Sempre e comunque. A destra e a sinistra. E a Roma, la capitale, il Pd trema all’idea che un blog – Romafaschifo.com – racconti al mondo lo stato di degrado di quella che era la città più bella del mondo. Il Partito Democratico si sente talmente “minacciato” dai gestori del blog – che pubblicano foto e video delle schifezze cui ogni giorno sono costretti ad assistere – da averli a sua volta “minacciati”.

E ora il blog rischia la chiusura.

Riportiamo integralmente la lettera dei gestori di Romafaschifo.com in cui raccontano ai lettori l’accaduto. 

“Dapprincipio abbiamo pensato ad un scherzo. Poi abbiamo pensato ad intimidazioni di bassa lega. Alla fine, invece, abbiamo capito che stavano facendo sul serio. 

I contatti sono avvenuti via Twitter, tutto nero su bianco, ma non visibile a tutti: tutto giocato tramite messaggi privati. Che però abbiamo conservati, disponibili, registrati. A scriverli e inviarli un importante esponente del PD, uno dei più importanti. “Dovrete dimostrare ai giudici tutto quello che avete detto“, scrive. Insomma il PD si è arrabbiato e alcuni consiglieri (forse tutti) sono intenzionati a querelare Roma fa Schifo, a far chiudere il blog, magari a chiedere i danni (quanti soldi desiderate, prego?) in nome di una diffamazione che, tuttavia, non c’è mai stata. A nulla sono valse le richieste di spiegazione e le offerte di eliminare contenuti che fossero risultati come un attacco privato verso qualcuno, come una diffamazione strictu sensu. I nostri interlocutori sono stati fermissimi “vi denunciamo, vi trasciniamo in tribunale, dovrete dimostrare le parole che avete detto davanti ai giudici“. Ma dimostrare cosa? Ad ogni modo pensate come sarebbe stata diversa questa città se questi amministratori, se questi consiglieri, se questi eletti, se questi politici adottassero questa stessa fermezza e rigidità che dimostrano contro i cittadini, anche contro le mele marce del loro partito che continuano a operare in nome di un consociativismo che lega destra, sinistra e affari. E invece no, per questi colleghi non si perde tempo, per far chiudere Roma fa Schifo invece si lavora alacremente, anche il fine settimana di luglio gomito a gomito con gli avvocati.

Certo abbiamo detto loro che sono un partito di delinquenti, abbiamo detto loro che con provvedimenti-porcata come quello sugli ambulanti (abbassate le tasse previste ai camion-bar, completamente congelati gli aumenti a tutti gli altri ambulanti) stanno svendendo la città alle mafie e ai racket. Ma si tratta di valutazioni politiche, come si può pensare anche solo lontanamente di rispondere con gli avvocati? “Dovrete dimostrare ai giudici che gli ambulanti sono la mafia” strepita l’alto dirigente del PD romano che fa fatica a capire non solo che sì, a suo modo, a Roma, il mondo dell’ambulantato è una mafia (ma questo lo sa anche l’ultimo dei cittadini meno informati), ma fa soprattutto fatica a capire che qui non è che si parla di “Mafia” nel senso di Cosa Nostra siciliana, si parla di un atteggiamento mafioso in senso figurato. E poi come mai tutta questa foga per difendere gli ambulanti?

Insomma solo atti d’accusa politici, ai quali in qualsiasi modo si può rispondere fuorché andando a scomodare un giudice. Parole grosse, ma intese politicamente. E’ come se un cittadino affermasse che tutti i politici sono ladri e arrivasse l’ultimo dei politici a chiedere un risarcimento per la diffamazione. E’ come se Matteo Renzi querelasse Beppe Grillo perché gli dà dell’ebetino. E’ evidente che lo fa politicamente parlato e che non accusa la persona Matteo Renzi di essere ottusa di mente.

“Io sono una persona per bene e non mi faccio sporcare da voi“, rincara la dose il politico PD di lungo corso che non comprende, però, che una persona per bene non vota certi provvedimenti, che non comprende però che se una persona per bene non vuole farsi sporcare, prendere le distanze dal modo ignobile, consociativo, colluso con cui il PD sta continuando a governare la città.

Ma è più forte di loro perché è quello che fanno da anni e anni. Prendiamo solo il settore dell’ambulantato dal quale la polemica ha preso avvio (ma ci potremmo spostare in dozzine di altri settori). E’ un comparto importante perché grazie anche e soprattutto agli ambulanti Roma ha un aspetto da città sottosviluppata che ogni altra città occidentale (e non parliamo di Parigi, Vienna o Londra, ma anche Lisbona o Atene) sconosce totalmente. Infatti se Piazza dei CInquecento è una barzelletta internazionale, se Via Cola di Rienzo fa scappare anche il più affezionato cliente delle boutique che infatti muoiono, se sulla Tuscolana non si può più camminare, se il Policlinico Umberto I è invisibile dietro una coltre di venditori e dei loro furgoni lasciati in divieto, se le stazioni metro di Ponte Mammolo o Anagnina sono qualcosa che è difficile raccontare, se Viale Trastevere lo percorri col tram 8 e non riesci a vedere le vetrine e le insegne (pagate, peraltro) di un solo negozio, se le “holdings” dei mutandari arrivano a fatturare (fatturare?) oltre 20 milioni di euro a famiglia a chi lo devi se non al PD? La città stata nell’ultimo 25ennio totalmente sfigurata, resa irriconoscibile, non frequentabile, non vivibile, lontanissima dagli standard di qualsiasi capitale occidentale. E salvo i 5 anni di Alemanno (micidiali anche quelli) hanno amministrato sempre loro. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, non serve neppure perderci troppo tempo per raccontarli, basta affacciarsi alla finestra. La sinistra (prima assieme alla DC, poi assieme al centro destra berlusconiano che infatti ha votato l’emendamento-porcata che salva ambulanti e camion-bar), ha sempre amministrato in questa maniera: ignoranza, zero conoscenza degli standard internazionali, corruzione, collusione, sciatteria. Ma sta volta qualcuno lo fa notare, sta volta qualcuno sottolinea l’anomalia, sta volta le cose escono ed emergono perché non c’è più solo la stampa prezzolata (anche lei fa parte del sistema economico e corrotto che regge tutto), ma ci sono i blog, i social network, Twitter. Non è un caso che le minacce o gli annunci di querela provengano da Twitter. E’ il luogo dove le malefatte si mettono in piazza e chi da decenni compie malefatte (o chi ha compagni di partito che le compiono e si sente da questi squalificato) potrà da ora in avanti – avvocati o no – trovarsi molto, molto a disagio. E magari sarà costretto a iniziare a comportarsi in maniera onesta come fanno tutti i pubblici amministratori nelle altre capitali occidentali dove si guarda prima al tornaconto collettivo, comune, pubblico, non certo alle convenienze personali e degli amici degli amici. “Non si governa sparando nel mucchio” ha scritto sul suo Facebook il consigliere PD D’Ausilio cercando – anche lui in maniera estremamente goffa, tra l’altro accusando la Giunta di essere un organismo che, appunto, spara nel mucchio visto che il riferimento era al provvedimento degli aumento agli ambulanti che la Giunta aveva approvato e che il Consiglio ha modificato -, cercando dicevamo di difendersi dallo scandalo-emendamento che nel frattempo grazie a noi era emerso con fragore. Evidentemente quando si deve aumentare la TASI, la tariffa degli asili, quando si devono tagliare le risorse ai bambini handicappati e all’assistenza anziani, quando si deve alzare il costo della ZTL e delle strisce blu e addirittura dei cimiteri e dei musei allora lì sì che si può sparare nel mucchio, quando invece si tratta di chiedere ad un camion bar che incassa 1500 euro al giorno di contribuire in ragione di 30 euro allora è uno scandalo, allora si rischia il ricorso al TAR. Chi crede più ormai a questa versione dei fatti? Neppure i militanti del PD ci credono.

Il PD forse per la prima volta ha capito in questi giorni che non può più fare pastette di infimo livello senza essere finalmente smascherato. Senza che questo modo raccapricciante di amministrare arrivi ad un livello di visibilità nazionale. E, capendolo, ci è rimasto molto ma molto male. Fino a ieri tutto è coperto: si facevano schifezze inaudite e poi zero stampa, silenzio. E in casi estremi (peraltro rarissimamente verificatisi) si finiva in Tribunale dove si azionava il dispositivo “Porto delle Nebbie” e tutto quanto ciò che di scomodo poteva emergere veniva insabbiato. Una pacchia per chi sguazza nella pozzanghera dove si mescolano politica, affari, interessi privati e odio del bene comune. La pozzanghera dove a Roma sguazzano tutti i partiti (così diamo elementi di querela anche agli altri, che il PD non si senta solo!).

Ma abbiamo citato Alemanno, riprendiamo il discorso da lì. Nella scorsa consiliatura lo abbiamo, semplicemente, massacrato. Ogni santo giorno. Quello che abbiamo detto agli esponenti del PD è un passatempo da educande rispetto a ciò che siamo stati capaci di scrivere su Alemanno e sui suoi. Alemanno (come attualmente il PD) stava amministrando male la città e da cittadini eravamo convinti di avere il dovere – e il diritto! – di criticare con la massima durezza. Se dicevamo ad Alemanno che era schiavo delle mafie dei bancarellari e dei cartellonari glielo dicevamo in senso politico, significavamo che era politicamente in pugno di questa gentaccia, non è che insinuavamo che Gianni Alemanno era affiliato ai corleonesi o che andava a sedersi al tavolo con Matteo Messina Denaro. E ovviamente Alemanno lo ha capito: in cinque anni di attacchi continui gli scontri sono stati tantissimi, ma sempre sul piano politico. Nessuno si è mai sognato lontanamente di minacciare noi, semplici cittadini impegnati in una battaglia civica, di ritorsioni legali. Il PD, invece, lo ha fatto al primo attacco (peraltro motivatissimo e sacrosanto).

Riteniamo che un politico che querela un cittadino sia qualcosa di estremamente grave. Quanti soldi vorrà, di risarcimento, un politico da un semplice cittadino? Cosa farà, in caso di vincita, con questi soldi? Chi gli pagherà l’avvocato? Magari il partito attingendo ai fondi del finanziamento pubblico pagato, beffa delle beffe, con gli stessi soldi che il cittadino querelato ha profumatamente versato di tasse?

Detto ciò, come avrete capito, noi questa denuncia e, tutto sommato, anche questo rinvio a giudizio lo attendiamo come una manna dal cielo. Un regalo inatteso. Una cosa del genere avrà un tale richiamo che ci permetterà di far fare un salto enorme alla nostra battaglia civica. La città cade letteralmente a pezzi e la maggioranza politica che l’amministra pensa a querelare (con l’intento di farla chiudere, di fiaccarla, di zittirla) l’unica – l’unica! – voce scomoda che sta aprendo gli occhi a decine di migliaia di cittadini. Una notizia che farà il giro del mondo contribuendo ad uno dei nostri obbiettivi: portare al livello internazionale il caso-Roma (cosa che abbiamo già fatto negli ultimi mesi, pensate alle grandi uscite sul Der Spiegel, su Le Nouvel Observateur, sulla radio nazionale austriaca ecc ecc). Prenderemo spunto per trasformare l’attacco giudiziario in una battaglia campale contro la malapolitica, il consociativismo, la collusione ci cuciremo addosso una vasta raccolta fondi, un crowdfunding che vedrà coinvolte le migliaia di persone che hanno reso “scomodo” il nostro blog e che ogni giorno lo animano.

E poi il tribunale sarà fantastico, finalmente, portare questi temi. Parlare di rapporti tra gli amministratori di questa città e alcuni settori delle attività produttive. Chiamare teste a dire la loro e così via. Potrebbe uscirne qualcosa di francamente molto interessante.

Insomma, l’unica cosa certa sarà il bagno di sangue a livello di immagine – l’ennesimo – per il PD. Ci si domanda se i vertici nazionali del partito sono al corrente delle azioni, delle minacce, delle intimidazioni che i loro rappresentati sul territorio pongono in essere. Il PD governando in questa maniera sta dilapidando il consenso enorme costruito solo un anno fa grazie alla delusione di Alemanno. Sta regalando la città alla destra. Sta mettendo in difficoltà il governo centrale. Sta perdendo decine di migliaia di voti. Lo fanno ‘autorizzati’ dal Nazareno o vanno a suicidarsi e a suicidare il partito di testa loro? E Nicola Zingaretti, forse destinato ad amministrare la nuova Area Metropolitana, è conscio di quel che stanno combinando in Campidoglio? E le migliaia di militanti? Cosa ne pensano? Nelle sezioni, nelle sedi, dai Giubbonari all’Alberone. Cosa pensano migliaia di persone del fatto che siano in una manciata a decidere, a metterli in cattiva luce, a costringerli a far parte di un Partito Delinquenti (delinquenti politicamente eh, non vi offendete sul personale), a mettere una seria ipoteca sullo sviluppo, il progresso, la crescita e il riscatto della città? Sono tutti d’accordo con i loro dirigenti?

Auguriamoci che almeno questo fine settimana “con gli avvocati” (così ci hanno giurato via Twitter le teste d’uovo del PD romano) sia servito a distogliere l’attenzione dei piddini sulla nuova pastetta vergognosa che a quanto pare starebbero preparandoci per la giornata di oggi o di domani: lo stralcio o l’inquinamento della delibera relativa al Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari. Dopo aver devastato le corrette riforme della Giunta sugli ambulanti, infatti, i consiglieri comunali avrebbero in serbo l’asfaltatura della delibera sul Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari (PRIP). L’assessore al commercio ha prodotto un PRIP di buona qualità, che finalmente toglierà un settore strategico per la vita, i servizi e l’economia della città dalle mani di noti malfattori e lo riconsegnerà al mercato con enormi vantaggi per tutti noi (finalmente bike-sharing, finalmente arredo urbano, finalmente mappe, segnaletica, toilette pubbliche e tutte quelle mille cose che trovate in tutte le città occidentali esclusa Roma perché pagate coi soldi della pubblicità che qui è un settore ingestibile) e con enormi vantaggi per la cosa pubblica (tanti soldi in più per il Comune, che oggi da tutto questo settore ricava la vergogna di 15/17 euro benché il comparto ne valga almeno 4 volte tanto). Ma loro non ci stanno a rinunciare a campagne elettorali pagate, a cartelloni gratis quando occorrono e a tutti gli altri privilegi di avere amici potenti e milionari. E allora puntano a far saltare tutto. O togliendo le delibere sui cartelloni tra quelle propedeutiche al bilancio. Oppure inserendo dentro una polpetta avvelenata, un emendamento dell’ultimo secondo (come fatto per le tariffe degli ambulanti) che inserisca nel dispositivo qualsiasi cosa che lo indebolisca o, peggio, che lo renda impugnabile.

Così alcune delle 400 ditte che operano nel comparto a Roma (a Madrid, Parigi, Londra, Lisbona, Berlino sono massimo 4, a Roma 400 grazie ancora una volta alla incapacità, corruzione, collusione, connivenza di chi ha amministrato negli ultimi decenni) potranno ricorrere al TAR e tutta la riforma si arenerà per anni e anni ancora. Speriamo si siano distratti per cercare di far del male a Roma fa Schifo e che non abbiano trovato il tempo di massacrare anche questa importante riforma.

In fondo basterebbe solo governare bene, smetterla di pensare al denaro, alle lobby, ai poteri forti. Tanto, se la città si rimette in carreggiata, diventiamo tutti un po’ più ricchi indirettamente, non c’è bisogno di farsi e mantenersi nei decenni degli amici potenti. Anche voi del Partito Democratico potete provare a ragionare così.”

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