Cyber war, la guerra contro i governi è iniziata: gruppo di hacktivists prepara software anti spionaggio

web-security intro

Dopo il caso Datagate un gruppo di progettisti sta studiando un software che sia in grado di combattere le intrusioni dei servizi segreti nelle comunicazioni su Internet.

 

Nonostante le rassicurazioni di Obama sull’integrità del programma di sorveglianza dell’Nsa, il mondo della tecnologia inizia a muovere i primi passi per difendersi da questo genere di spionaggio telematico.

L’Internet Engineering Task Force, una comunità internazionale che riunisce progettisti e sviluppatori per promuovere gli standard di Internet, ha annunciato un piano per evitare il tracciamento degli utenti sul web. Il progetto prevede un nuovo sistema di comunicazione crittografata tra siti e browser che sia in grado di proteggersi dal tracciamento di terze persone. Un po’ come fanno già le banche e i siti di transazioni finanziarie come i grandi bazar online stile Amazon.

La situazione è precipitata dopo le rivelazioni di Snowden, il quale ha svelato l’intera struttura di spionaggio messa in piedi dal governo americano ai danni dei cittadini. Anche gli americani ora iniziano a non credere più che la sicurezza nazionale sia sufficiente a spiare in questo modo le vite quotidiane.

Così come i colossi del web hanno inteso come sia controproducente collaborare con il governo, visto che colossi come Google, Facebook , Yahoo e Microsoft, che fanno della fiducia con i clienti la loro base, siano stati pagati fior di quattrini per collaborare con le agenzie governative.

Proprio per questo motivo non sorprende affatto che nel team del progetto Ietf abbiano deciso di partecipare anche tecnici appartenenti a queste multinazionali le quali evidentemente ora temono un clamoroso autogol.

La “rivoluzione” è iniziata ai primi di agosto quando Lavabit e Silent circle, hanno annunciato la sospensione di alcuni servizi pur di non dover fornire informazioni sui loro clienti alla Nsa. Il proprietario di Lavabit, Ladar Levison, ha dichiarato di aver ricevuto l’ordine di collaborare direttamente dalla Foreign Intelligence Surveillance Court. Anche i media iniziano a scoperchiare la vicenda.

Il Wall Street Journal ha affermato che il 75% del traffico internet in America è sorvegliato dagli analisti dell’agenzia di sicurezza, i quali utilizzano questo servizio per spiare le conversazioni dei propri partner. Ieri invece il Financial Times ha pubblicato una lettera firmata da diverse organizzazioni di difesa dei diritti dei netizen che chiedono a gran voce una riforma del web “La nozione di libertà e sicurezza online rischia di finire negli annali della storia”.

Fino al 31 dicembre 2016 puoi attivare una copertura per il rischio terremoto con sconti fino al 50%.