Anonymous Italy, nuovo attacco al Muos: scatta l’Operazione GreenRight

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Anonymous Italy scende in campo a fianco del Movimento No Muos di Niscemi. Sul sito sono state pubblicate le mail ufficiali scambiate tra Ambasciata Statunitense, prefetto, viceministro dell’interno e il capo del gabinetto e -indirettamente- l’Assessorato all’ambiente della Regione Sicilia. Situazione fangosa e un’unica certezza: la forza del movimento.

 

Estate di lotta da nord a sud della penisola. Il Movimento No Muos, come dimostrato in questi giorni, non si arrende di fronte a ciò che viene considerato un abuso di potere nonché struttura dannosa per la salute dei cittadini.

A dare maggiore sostegno all’azione di resistenza è Anonymous Italy, pubblicando sul proprio sito le mail intercorse tra Ambasciata Statunitense, prefetto, viceministro dell’Interno e il capo del gabinetto e- seppur indirettamente- l’Assessorato all’ambiente della regione siciliana. Il lasso di tempo su cui si sono focalizzati gli attivisti, va da aprile a maggio di quest’anno, quando era stata appena varata la revoca da parte della regione alle autorizzazioni alla costruzione del Muos.

Leggendo le missive, non si può non notare l’ambiguità dei rapporti e delle dichiarazioni. Si delinea infatti, una posizione accomodante di Crocetta e Lo Bello in merito alla possibilità di promulgare eventuali deroghe alla revoca, con l’obiettivo di far procedere i lavori minori del Muos.

Sembrerebbe che il presidente Crocetta, in “un incontro informale si sarebbe manifestato imbarazzato” dalla possibilità “di ritirare la revoca in quanto non sarebbe sostenuta da alcuna motivazione plausibile”. Affermazioni poco coerenti con le intenzioni rivoluzionarie del succitato presidente, del medesimo periodo, quando era pronto a battagliare contro Usa & co. Parole non chiare che hanno fatto adirare non solo gli attivisti, ma anche i suoi elettori.

Inoltre emerge dalle mail, quanto abbiano pesato sulle scelte politiche le proteste, i blocchi, le manifestazioni e le mobilitazioni del movimento. Il continuo appello a calmare le acque, a non procedere con forzature, focalizza l’attenzione sulle azioni di opposizione, i non citati blocchi stradali, il modo trionfale con cui vennero ri-accolti a Niscemi i due attivisti che già nel maggio dello scorso anno si inerpicarono sulle antenne della base.

Il quadro politico ne esce opaco e poco incisivo, mentre la forza del Movimento oramai noto in tutta Italia e non solo, prorompe con tutta la sua determinazione. Il fine è bloccare lo scempio del territorio e della salute della popolazione.

Ricordiamo che nel novembre 2011, fu il Politecnico di Torino a denunciare l’insostenibilità ambientale del Muos, in un report redatto dai professori Massimo Zucchetti e Massimo Coraddu: “Con la realizzazione delle nuove antenne si verificherà un incremento medio dell’intensità del campo in prossimità delle abitazioni più vicine pari a qualche volt per metro rispetto al livello esistente. C’è poi il rischio di effetti acuti legati all’esposizione diretta al fascio delle parabole MUOS in seguito a malfunzionamento o a un errore di puntamento. I danni alla persone accidentalmente esposte a distanze inferiori ai 20km saranno gravi e permanenti, con conseguente necrosi dei tessuti.”

Le tre grandi antenne paraboliche previste nel progetto emanerebbero un mix di onde elettromagnetiche, penetrante la ionosfera con potenziali effetti devastanti per l’ambiente e la salute, interferendo pure con il traffico aereo della zona. Non solo: c’è  il timore che queste “innocue” antenne così indispensabili per la Marina Usa per le comunicazioni satellitari, possano essere collegate ad altri progetti americani, ufficialmente studianti la ionosfera per prevenire cataclismi atmosferici. In realtà, secondo studiosi di tutto il mondo, queste tecnologie possono servire “ a causare terremoti o altri fenomeni come siccità, uragani, inondazioni, ecc., sia indirizzando le emissioni sul nucleo della terra (influendo così sul magnetismo terrestre), sia indirizzandole sulla ionosfera”.

Una situazione difficile e delicata. A chi giova tutto ciò? L’obiettivo e la speranza è che gli interessi di una grande e prepotente nazione e tutte le speculazioni ad essi connessi, non prevalgano sulla vita e i diritti dei singoli. Che non venga distrutto un territorio già deturpato. Le voci di resistenza attiva- ne siamo sicuri- non si spegneranno, nonostante qualcuno faccia ancora orecchie da mercante. Ma, con la vita e gli equilibri del pianeta terra non si scherza.

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