Xbox One, dopo le polmiche Microsoft corre ai ripari

La casa di Redmond ha ascoltato le lamentele di milioni di giocatori, e ha tolto le restrizioni sui giochi usati e l’obbligo di avere una connessione.

 

Boom! Microsoft ci ha preso gusto, con gli annunci a sorpresa. Prima quello che ha preceduto l’E3, nel quale comunicava che Xbox One richiedeva unaxbox_one_microsoft_corre_ai_ripar connessione online obbligatoria e adottava delle restrizioni sull’utilizzo di giochi utilizzati, e stanotte il secondo, nel quale fa dietrofront e toglie queste limitazioni. No, non è il primo di aprile: Microsoft ha davvero preso in considerazione le lamentele di milioni di giocatori, che hanno fatto sprofondare le stime di vendita della macchina (il duello tra prenotazioni, su Amazon, vedeva la vittoria schiacciante di PS4 con oltre il 90%).

E così, insomma, nuovo post nella notte italiana, il cui titolo è “Il tuo feedback conta” ed è a firma di Don Mattrick, presidente dell’Interactive Entertainment Business. Qui sorge qualche perplessità, ma ne parliamo dopo. Prima le buone notizie, ben spiegate nel post di Mattrick, che si sintetizzano con:

La connessione Internet non è più necessaria per giocare ai giochi offline. Servirà collegarsi una sola volta, durante il setup iniziale della macchina.

I giochi su disco si potranno scambiare, vendere, regalare e prestare, senza alcuna limitazione.

Innanzitutto, va riconosciuto a Microsoft che, dopo tutto quel che aveva combinato, se c’era una mossa da fare, probabilmente, era proprio questa. Questo, però, se prima non si fosse lasciata andare ad alcune considerazioni. Lo sbaglio originario è stato quello di far passare la connessione always-on come un obbligo fine a se stesso, senza benefici tangibili per i giocatori. Un do ut des che ormai da anni vige perentorio nel mondo della tecnologia. Pensateci: se, per esempio, avete un iPhone, potete scaricare migliaia di app gratuite, ma per farlo dovete comunque inserire i vostri dati di autenticazione (Apple ID). E se per caso avete una fattura inevasa per degli acquisti fatti in precedenza, non potrete scaricare le app gratuite finché non l’avrete regolarizzata. “Io ti do l’app gratuita, ma tu mi paghi quelle in arretrato”.

Microsoft, con Xbox One, non l’ha capito subito, ma è stata brava a correre ai ripari proprio all’E3, quando ha messo in pompa magna le mirabolanti capacità del suo sistema cloud. In buona sostanza, il discorso suonava come “stando connessi, potrete ritrovarvi una Xbox One quattro volte più potente grazie al cloud”. La strategia, per quanto aggressiva e tutta da dimostrare, aveva un suo perché. Nel frattempo, comunque, i giocatori pendevano dalle labbra di Sony, mentre annunciava sadicamente che PlayStation 4 non avrebbe avuto alcun paletto. Così, mentre presentava il suo cloud e tutti i suoi bellissimi giochi, a Microsoft più di qualche dubbio è venuto. Don Mattrick, tuttavia, aveva sposato la causa della connessione always on, tanto da dichiarare, giusto una settimana fa “Fortunatamente, abbiamo un prodotto per la gente che non è in grado di avere qualche tipo di connessione. Si chiama Xbox 360”. Un’ironia fuori posto per dire che, per giocare senza connessione, ci si doveva tenere la vecchia console Microsoft.

Oggi, invece, arriva il comunicato che segna una decisa inversione a U da parte del colosso di Redmond. Come anticipato, se Microsoft non si fossexbox_one_microsoft_corre_ai_ripar_2 comportata in un certo modo, se non avesse fatto certe dichiarazioni, sarebbe stata la mossa marketing perfetta, dopo il disastroso annuncio del 21 Maggio. Il problema è che adesso sembra una toppa su uno squarcio un po’ troppo grande da coprire. Specie a livello di credibilità, visto che quel “Il tuo feedback conta” suona molto più come un“Quel che fa Sony conta”, e questo potrebbe non piacere ai fan storici, che fin qui hanno comunque dato fiducia a Xbox One.

Che può fare, adesso, Microsoft?

Si ritrova con una macchina ancora da capire, che costa cento euro in più della concorrente, ed è pure meno potente. Si parla di 1,23 contro 1,84 Teraflop di PS4, mica bruscolini. Escluso un taglio di prezzo, che suonerebbe come una resa definitiva, dovrebbe proporre Kinect come optional, offrendo una versione Basic e al medesimo costo di PS4. Inoltre, aggiungere, di serie, un kit televisivo. Per esempio un telecomando accattivante e un cavo più fighetto, che accentuino questo aspetto della console e lo mostrino come un valore aggiunto inestimabile. Apple, sempre per tornare a lei, è bravissima in questo: basta leggersi la scheda di iOS 7 per arrivare a credere che perfino l’app del meteo sia qualcosa di rivoluzionario.

Insomma, c’è da lavorare tempestivamente e alacremente sul marketing, per tentare un recupero certo difficile, ma non impossibile.

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE –Riccardo Meggiato su Gadget.wired.it