SIGARETTA ELETTRONICA/ Fa male o no? Ecco la risposta

sigaretta elettronica ok mini

C’è una domanda che tutti i fumatori che vogliono capire come smettere di fumare si fanno: la sigaretta elettronica fa male oppure no?

 

Con l’avanzare della tecnologia, l’elettronica si fa sempre più spazio nella società odierna, al punto tale da provare a modificare un antico vizio della nostra società.

La sigaretta elettronica sta cercando di soppiantare quella “normale”. Che sia la fine della bionda? (tra l’altro anche la birra ha lo stesso “soprannome”, semplice caso di omonimia?).

Ma il punto è che è aperto il dibattito tra chi sostiene che la sigaretta elettronica faccia male come le normali sigarette e chi sostiene invece che possa aiutare a far smettere i fumatori e anzi allargare il suo mercato, visto che non comporterebbe rischi per la salute.

Un dibattito che piano piano si sta trasformando in una polemica senza freni. Ma veniamo ai fatti.

Lo scorso 25 Agosto la sigaretta elettronica era stata approvata al congresso della European Society of Cardiology (ESC), in quanto “non provoca danni al cuore e aiuta a combattere il tabagismo”, come dichiarato da Kostantinos Farsalinos (Onassis Cardiac Surgery Center) a seguito di un suo studio effettuato su un campione di 20 fumatori “normali” a confronto con altrettanti soggetti che utilizzavano la sigaretta elettronica.

Il test ha rivelato infatti che sui soggetti fumatori di sigarette “normali” veniva riscontrato un aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, mentre i consumatori della e-cigarette non riportavano nessun valore immutato se non un leggero aumento della pressione minima.

E inoltre il liquido prodotto dalla sigaretta elettronica, non contiene i principali veleni contenuti nelle sigarette “normali“, come idrocarburi o nitrosamine. La questione, dunque, sembra chiusa qui.

Ma solo un mese dopo, questo studio viene “smantellato” e dunque sconfessato da ulteriori analisi.

Una ricerca presentata al meeting dello European Respiratory Society riesce a dimostrare che anche le sigarette elettroniche possono essere causa di danni ai polmoni.

Questo studio è stato effettuato dall’Università di Atene, dove si è voluto dimostrare gli effetti a breve termine delle sigarette elettroniche su soggetti fumatori e non fumatori e su soggetti che avevano una normale capacità polmonare e altri invece affetti da Broncopneumopatia cronica ostruttiva.

I risultati hanno dimostrato che sia nei soggetti fumatori che nei soggetti sani le capacità respiratorie sono ridotte, con un aumento significativo della resistenza delle vie aeree.

Il Presidente della European Respiratory Society, Christina Gratziou ha dichiarato: “Non sappiamo ancora se questi dispositivi siano più sicuri rispetto alle sigarette normali, nonostante vengano sponsorizzati come tali: consigliamo quindi di seguire le linee guida ufficiali sui trattamenti per smettere di fumare, con sistemi basati sulle evidenze cliniche che non sostengono l’uso di tali prodotti, la cui efficacia non è dimostrata”.

Ma il dibattito resta aperto, soprattutto oltre oceano.

Gli Stati Uniti D’America, infatti, sembrano molto sensibili su questo tema e anche li le discussioni sono molto accese.

Intanto a Luglio è stata approvata una legge statale che proibisce la vendita di queste sigarette elettroniche ai minori di 18 anni, poiché contengono nicotina.

Il problema è che la quantità di nicotina non viene specificata: risulta classificata come “too porr”, pochissima ma non quantificata.

Tanto è vero che la deputata Linda Rosenthal e il Senatore Owen Johnson hanno cercato di estendere la legge in maniera tale da proibire l’utilizzo della e-cigarette anche ai più grandi.

Ma viste le numerose resistenze incontrate si sono dovuti “accontentare” del divieto di consumo per gli under 18.

Problema molto importante per la deputata Rosenthal, visto che il mercato di queste nuove sigarette si rivolge soprattutto ai più giovani.

Si tenga presente che sono state immesse sul mercato anche sigarette elettroniche al gusto di fragola, cioccolato o gomma da masticare.

Inoltre la deputata poteva contare anche sull’appoggio dell’ American Cancer Society, che ha pubblicamente ringraziato la Rosenthal per l’impegno profuso per un causa che vede anche loro in prima linea.

Addirittura in Gran Bretagna, tra i più giovani, il termine smoking è stato sostituito dal termine” vaping”, in riferimento al nuovo modo di intendere la sigaretta.

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