“Le sigarette elettroniche fanno male”: lo certifica il Ministero. E Guariniello apre un’inchiesta

sigaretta-elettronica_esplodeLe sigarette elettroniche fanno male“. Lo ha ammesso il ministero della Salute e l’Istituto superiore di Sanità.

 

“Dubbi sulla loro sicurezza e scarsa informazione al consumatore”, queste le accuse principali rivolte al prodotto. Ora il pubblico ministero di Torino, Raffaele Guariniello, ha aperto un’inchiesta. Vuole vederci chiaro, anche in relazione alle 66 confezioni di ricariche sequestrate dai Nas del capoluogo piemontese nei giorni scorsi. E secondo le relazioni specialistiche ad avere più rischi per la salute sono i giovani…

Il motivo del sequestro dei Nas riguarda l’assenza di indicazioni (di eventuali rischi per la salute dei fumatori) sull’etichetta. Si ipotizza il reato di immissione in commercio di prodotti pericolosi per il titolare della ditta che ha importato le ricariche in questione. Il pm Guariniello ha anche chiesto un parere sulla pericolosità delle sigarette elettroniche all’Istituto superiore di sanità che ha fatto diverse considerazioni.

Tra l’altro le sigarette elettroniche sono già vietate in Australia, Canada, Norvegia, Brasile, Thailandia, Uruguay, Singapore, Turchia e persino in Cina, dove sono state inventate nel 2003 (la Cina continua a produrle per l’esportarle). Negli Stati Uniti sono invece considerate un prodotto farmaceutico. L’Iss ha fatto una stima dei possibili danni alla salute ipotizzando tre scenari a seconda dell’esposizione al fumo delle sigarette elettroniche: fumatori moderati (5 utilizzi giornalieri con 15 aspirazioni), medi (10 sigarette) e forti (20 sigarette). In tutti e tre i casi i livelli di assunzione giornaliera di nicotina risultano superiori ai limiti considerati “accettabili” dall’Efsa, l’autorità europea per la sicurezza alimentare, che sono fissati in 0,0008 mg/kg.

La conclusione dell’Iss è stata che “le sigarette elettroniche presentano potenziali livelli di assunzione di nicotina per i quali non è possibile escludere il rischio di effetti dannosi per la salute umana, in particolare per i consumatori in giovane età.

Si ritiene opportuno che tali effetti dannosi per la salute siano comunicati al consumatore con apposite avvertenze sulla confezione della articolo in commercio”.


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