Macchinista ubriaco mentre guida il treno sulla tratta Orte-Roma: “Il convoglio procedeva a scatti.”

macchinista_ubriaco_trenitaliaL’allarme dato dai passeggeri perché il convoglio procedeva a scatti. L’accusato: ho bevuto solo una birretta.

 

«Ho bevuto solo una birretta». Davanti ai poliziotti c’è un uomo, 35 anni, romano. Ha appena soffiato dentro l’etilometro e in pochi secondi il risultatostampato sul rullino di carta lo inchioda: 2 milligrammi di alcol per litro di sangue. Lo hanno pizzicato gli agenti della Polfer mentre guidava ubriaco, non un’auto, ma il treno Regionale che da Orte porta a Fiumicino. Un convoglio con una decina di vagoni impegnato ogni giorno con più di 100mila pendolari. Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati proprio i passeggeri, spaventati dalle manovre un po’ troppo brusche del macchinista, che fermava e ripartiva dalle stazioni con spaventosi strattoni e allunghi generosi. Tanto che alla stazione di Monterotondo il capo stazione, allertato dai clienti, ha fatto fermare il convoglio chiedendo l’intervento della polizia.

Sono circa le 21 dell’altra sera. Il Regionale che porta a Orte-Fara Sabina è quasi a Monterotondo. Alle stazioni precedenti le manovre del macchinista hanno messo in allarme i pendolari. Strattoni, frenate brusche, rallentamenti lungo tutto il percorso. Tanto che qualcuno decide di allertare il capostazione. Il convoglio arriva a Monterotondo, rallenta, poi una brusca accelerata e una nuova frenata. Ma il macchinista liscia la stazione e va lungo di un centinaio di metri. Tanto che per far scendere i passeggeri spaventati è costretto a una retromarcia fuori programma. Qualcuno pensa a un guasto, altri sono infuriati, perché questo disguido va ad aggiungersi a quelli che flagellano ogni giorno la Orte-Fiumicino. Il capostazione va in cabina di guida. Parla col macchinista. L’uomo, però, è completamente ubriaco, tanto che al ferroviere basta poco per capire, e decidere di chiedere aiuto. Gli agenti della Polfer arrivano e bloccano il 38enne alla guida del treno. Serve un etilometro.

L’ALCOLTEST

Attraverso il 113 viene dirottata in stazione una pattuglia della polstrada. È una richiesta insolita. I poliziotti e l’etilometro arrivano a Monterotondo, il macchinista si sottopone alla prova: è completamente ubriaco. Viene fermato e denunciato alla procura della Repubblica. Per gli agenti avrebbe potuto far «sorgere il pericolo di un disastro ferroviario», come prevede il codice penale che contempla per queste violazioni, oltre a tutti gli «oneri» accessori, la reclusione fino a due anni. Il resto del suo futuro lo decideranno le ferrovie che lo hanno sospeso dal servizio. Il regolamento parla chiaro: a tutto il personale non è permesso bere alcolici. Nemmeno una, «semplice birretta», come ammesso dal macchinista. Anche se in questo caso, i dubbi sulla quantità di alcol ingurgitato, sono parecchi.

 

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