Le dieci “strane” cose che non sai di Luciana Littizzetto

Lucianina, come la chiama il suo amico Fabio Fazio, è una donna sprint, simpaticissima, arguta, forte e sposata con uno che non ti aspetti, Davide Graziano, l’ex batterista degli Africa Unite. Ma ci sono fatti del suo passato che ha deciso di tirare fuori e che lasciano il suo pubblico a bocca aperta. Ecco le dieci cose che non sai su Lucianina…

 

lucianinaUn’infanzia da figlia unica «malaticcia», a scuola da suore «severissime», con mamma e papà in latteria e la radio il giorno intero accesa a casa. Il sogno di diventare maestra, perché «per essere ascoltati e seguiti dagli alunni bisogna possedere una dose di quell’arte che di solito serve alle persone di spettacolo, saper inventare e recitare storie coinvolgenti».

L’incubo di viaggiare («la cosa più snervante che possa capitare: l’angoscia del check-in»). Volere diventare madre comunque, anche fuori da un matrimonio, anche senza un pancione.

Un libro che la tocca molto da vicino (Luciana Littizzetto, la prima biografia, di Max Corradi) racconta tanto di le. Di quando per esempio bambina, nel quartiere di San Donato, a Torino, va a messa la domenica, mano nella mano con il papà, prima che commerciante operaio della Fiat, e la mamma, che faceva invece la sarta del quartiere: «Ascoltava alla radio Le stelle stanno a guardare, amava gli sceneggiati sul genere romantico».

Di quando poi, nel 1984, si diploma in pianoforte al conservatorio «per accontentare i genitori», e diventa insegnante di Lettere: gira di scuola periferica in scuola periferica («Da stonata con la testa fra le nuvole, non presentai i documenti necessari e non sono mai entrata di ruolo»). Dà lezione a una classe di otto audiolesi. «Ho fatto una fatica improba a imparare il linguaggio dei sordomuti, e poiché i programmi non si differenziavano di una virgola da quelli ufficiali, mi sono ritrovata lì a spiegare la battaglia di Salamina a gesti».

Collabora, scrivendo, con Gioventù Operaia. La sua tesi all’università ha un titolo «sembra quello di un film di Lina Wertmüller: La mitologia della notte e della luna nel melodramma romantico del primo ‘800».

dita_von_teese_amica_di_lucianaI primi spettacoli di cabaret nei piccoli teatri parlano di Lacrime, Sogni e Sesso.

 Il contratto stipulato con l’agenzia milanese I.R.MA. (Istituto per la Resistenza alla Malinconia) pare avere più valore a consuntivo. E ancora il primo bacio («A 14 anni, non sapevo dove mettere la lingua»), la seduzione, imparata davanti ai video di Dita Von Teese «che spiegava come allungare i collant in modo erotico prima di infilarli che se lo facessi davanti al mio fidanzato mi prenderebbe per cretina».

Per poi scoprire che «si è più sexy in maglietta».

Il desiderio, dicevamo, di essere madre, che la porta nel 2006, con il suo compagno di lungo corso, Davide, a ottenere in affido due bambini, fratelli, Giordan e Vanessa, 9 anni lui e 12 lei. Proprio a Vanity Fair, Luciana raccontò allora: «I figli non sono venuti, non era destino, il desiderio di maternità non era così pressante, non mi sono sentita di affrontare le pratiche di inseminazione. Ero una donna abbastanza serena e contenta, però all’idea di diventare madre non avevo rinunciato, ho sempre avuto il tarlo dell’affido».  Il maschio è ragazzo intelligente, con (parola di mamma) «grande spirito imprenditoriale». Non tanto perché «mi ha già detto che la prima serata guarderà la partita della Juventus, invece di Sanremo», quanto perché già a scuola vendeva i suoi autografi in classe. «A un euro l’uno».

 

LEGGI DALLA FONTE ORIGINALE – Vanityfair.it