Ecco lo Starbucks della Cannabis: un joint o il cappuccino?

O entrambe le cose, magari. Ecco cosa si è inventato un ex dirigente Microsoft, evidentemente stanco di smanettare tutto il giorno davanti al pc…

 

marijuana-cannabis-3Jamen Shively, ex dirigente di Microsoft, dopo aver abbandonato nel 2009 l’azienda di Redmond, ha deciso d’investire anima, soldi e corpo in una nuova mission imprenditoriale.

Il modello di riferimento è Starbucks, ma l’oggetto delle vendite è ben diverso.

Addio caffè, frappuccini e milk shake; benvenute cannabis e marijuana.

“Perché non creare una catena di distribuzione come Starbucks è per il caffè”, ha pensato Shively.

Che quindi ha deciso di creare una marchio e una rete di punti vendita, tutto ‘Made in Usa’, con l’erba importata dal Messico. Del resto James è un vecchio amico dell’ex presidente messicano Vicente Fox, ed è da tempo fautore della legalizzazione della marijuana.

E ora Shively punta a diventare il leader del mercato della droga leggera a scopo sia ricreativo che medico.

Il progetto è ancora in divenire, visto che, negli Usa, sono solamente due gli stati, Washington e Colorado, che hanno approvato leggi che consentono l’uso dell’erba a fini ricreativi. Il consumo medico invece è autorizzato in 18 stati.

jamen-shively-marijuanaIl mercato della marijuana genera ogni anno qualcosa come 142 miliardi di dollari. Rendere legale l’erba consentirebbe agli investitori di poter avere la propria fetta di torta.

Appunto per questo Shively punta ad acchiappare il 40 per cento a livello mondiale del mercato potenziale attraverso due marchi, uno “ricreativo” ed uno “terapeutico”.

Il  piano è acquistare delle piccole distribuzioni locali che siano già in regola con le norme e dividere i negozi in “divertenti” e in “spacci medici”.

 

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