Dimissioni Ratzinger: ecco chi sarà il prossimo Papa

Dopo le dimissioni di Benedetto XVI la domanda che tutti si stanno facendo è: chi sarà il prossimo Papa? Tutti puntano su un solo nome: ecco l’identikit del prossimo Pontefice.

 

Alle ore 20 del 28 febbraio 2013 l’Appartamento papale sarà ormai sgombro. A quell’ora Benedetto XVI avrà terminato il suo pontificato e toccherà al camerlengo, Cardinale Tarcisio Bertone, sigillare la porta dell’appartamento. Il Decano, cardinale Angelo Sodano, dovrà invece avvisare tutti i cardinali e convocarli a Roma. La Chiesa, in quel preciso momento, si ritroverà senza un pontefice. Con una sottile differenza rispetto al passato, almeno agli ultimi 717 anni dalle dimissioni (1296) di Celestino V: stavolta Joseph Ratzinger tornerà ad essere cardinale e, sull’esempio del predecessore, si chiuderà probabilmente in clausura.

SCOLA FAVORITO- Adesso veniamo alla scelta del successore di Benedetto XVI. Si parla con insistenza di Angelo Scola, attuale Arcivescovo di Milano, che sarebbe gradito a Ratzinger. La buona riuscita del Family Day 2012 è stata vista come una sorta di “prova generale” o comunque un segno del gradimento di Benedetto XVI. Che lui sia un papabile non è un mistero, già nel 2002 come Affaritaliani ha già scritto e come si legge nei cablo di Wikileaks, Scola era indicato come possibile successore di Giovanni Paolo II. Oltretevere si discute molto adesso sul fatto che le dimissioni papali siano arrivate in un momento adeguato. Per evitare cioè che il papato ratzingeriano andasse troppo avanti impedendo una possibile elezione a Scola, il quale è classe 1941.

fumatabiancanuovopapaE’ un personaggio cosmopolita che viene dalle file di Comunione e Liberazione e che ha da sempre ottimi rapporti con il mondo islamico, frutto degli anni passati a Venezia. Uomo di ampia cultura, vanta molti legami nel mondo cattolico (è quindi conosciuto all’estero, cosa che altri candidati non possono mettere sul piatto) e quindi è indicato come un possibile successore di Ratzinger.

Lasciamo la parola agli estensori della diplomazia USA filtrati in Wikileaks, perché descrivano Scola: “Nato a Malgrate, Italia, il 7 novembre 1941. Dopo aver conseguito la laurea in filosofia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha iniziato i suoi studi teologici ai seminari di Saronno e Venegono, conseguendo in seguito un dottorato in teologia dall’Università di Friburgo, Svizzera”. Che cosa si da della sua personalità “Accademicamente brillante”?

Il cablo, dopo aver ricordato la carriera iniziale del neopatriarca, sottolinea: “Ha prestato servizio come advisor al Cardinale Joseph Ratzinger presso la Congregazione per la Dottrina della Fede (veramente viene tradotto in inglese come “Ufficio Vaticano per l’Ortodossia dottrinale”)”. Ed ecco il profilo psicologico: “Scola è cosmopolita, affabile, intelligente, ed ha una personalità calda e amichevole. È strettamente e orgogliosamente leale a Papa Giovanni Paolo II ed ai principi del cattolicesimo, ma senza l’handicap di essere un demagogo – preferisce trattare con le altre persone sulla base di ragionamenti e dialoghi”.

ALTRI PAPABILI- Difficile per il momento indicare alternative: si parla di Christoph Schonborn, Arcivescovo di Vienna aperturista verso i gay. Basse le quotazioni di Angelo Bagnasco, presidente CEI; bene Gianfranco Ravasi, cardinale presidente del Pontificio Consiglio della Cultura. Scarse le quotazioni degli americani, azzoppati dalla pedofilia nel 2010, divisi i sudamericani (che col cardinale Jorge Mario Bergoglio allo scorso conclave stavano per ottenere l’elezione), poco presenti Oceania ed Asia, Africa al momento poco gettonata. Nei prossimi giorni, e soprattutto dopo il 28 febbraio, potremo avere le idee pià chiare. E più che altro le avranno i cardinali, chiamati a eleggere il nuovo Successore di Pietro. Che se fosse Scola, dicono, potrebbe scegliere di chiamarsi Paolo VII

 

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