Come vivere benissimo con 40 euro al mese: lo straordinario esempio di Philipp Hauschild

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Vivere, bene, con 40 euro al mese, che servono solo per le sigarette. Philipp Hauschild raccoglie roba buttata via e utilizza il web.

 

Un ragazzo di Amburgo vive una vita sorprendente, senza spendere un soldo – o quasi: vive in una fattoria, viaggia in tutt’Europa, ha un Rolex al polso, veste abiti firmati e mangia formaggio Roquefort. Com’è possibile? Grazie alla società «usa e getta», che produce sempre più rifiuti, ma anche a internet. 

SENZA UN SOLDO – La necessità aguzza l’ingegno e la vita di Philipp Hauschild lascia a bocca aperta. Il 23enne tedesco spende solo 40 euro al mese, e non si fa mancare nulla. Il giovane approfitta della crisi economica per sperimentare un nuovo stile di vita. Che, dice lui, funziona. Se con 40 euro oggi al supermercato si riempie a fatica il carrello della spesa, al ragazzo diplomato in amministrazione aziendale bastano due banconote da venti – al mese – per vivere felice.

La storia viene raccontata dall’agenzia di stampa tedesca dapd. A colazione c’è pane integrale, formaggio di capra, Roquefort e un sacco di frutta bio – della migliore qualità. Ok, ma come fa? «Non c’è quasi nulla che oggigiorno non si possa trovare nella spazzatura», dice. Nella sua camera da letto ci sono un mucchio di vestiti. Tutti di marca: una giacca della North Face, una camicia Aigner, un trench di H&M. «Li ho pescati dai contenitori dei rifiuti delle aziende», spiega. E sottolinea: «Molti li ho regalati a un amico che ne ha più bisogno di me. In cambio lui mi ha regalato altre cose».

Insomma, la vecchia e buona regola del baratto, quel sistema di scambio che permette di riscoprire antichi valori e un rapporto umano che troppo spesso si tende a evitare. Ognuno mette a disposizione ciò che può: in questo modo il giovane è venuto in possesso anche del Rolex. «Il gioielliere l’ha scartato solamente perché il funzionamento della chiusura ballava un po’». Recentemente il 23enne ha trovato persino una costosa fotocamera nella spazzatura. Non basta: a costo zero Philipp ha viaggiato attraverso la Scandinavia – grazie all’auto stop e al cosiddetto couch-surfing.

UNA MANO DA INTERNET – Dunque, è di sola fortuna che stiamo parlando? Non proprio. Un sostanziale aiuto arriva anche da internet, dove negli ultimi tempi sono spuntati come funghi i siti che invitano le persone a un consumo condiviso e sostenibile.

In Germania sono nati portali dove è possibile dividere l’uso dell’auto col vicino di casa, altri che offrono di cenare in casa di perfetti sconosciuti. Poi ci sono le piattaforme specializzate nel baratto (un cd in cambio di un libro) e pagine web che offrono stanze in abitazioni private come alternativa agli hotel. Tutto gratis, o quasi. Di più.

Sempre in Germania è partito da poco l’iniziativa «foodsharing.de»: coloro che in casa hanno cibo in eccesso, possono regalarlo a chi ne ha più bisogno. Anche in un momento di grande difficoltà economica c’è chi riesce lo stesso a dare un contributo a chi sta peggio, ha raccontato ai media tedeschi la promotrice di «foodsharing.de». Che sottolinea: «Recentemente, un contadino è arrivato da noi con un camion di pane del giorno prima; lo avrebbe dato da mangiare ai suoi maiali».

Il concetto pare che funzioni. Anche perché una montagna di cibo finisce nella spazzatura. Come rivela l’ultimo studio delle Nazioni Unite, ogni anno finiscono nella spazzatura 1,3 miliardi di tonnellate di cibo. A livello teorico, quattro volte più di quanto servirebbe per risolvere il problema della fame nel mondo. Ogni anno in Italia vengono buttate 6,6 milioni di tonnellate di cibo. Sono 146 chili a testa.

CAMBIO VITA – Certo, il caso di Philipp Hauschild è particolare: il ragazzo ha deciso di cambiare radicalmente stile di vita, e mettersi in gioco, un anno fa. Si è licenziato dal suo posto di lavoro (era responsabile commerciale per una società finanziaria di Amburgo), ha rinunciato ad uno stipendio mensile di 4.350 euro e all’indennità di disoccupazione.

Ha disdetto il contratto d’affitto ed è andato a vivere alle porte di Amburgo, ospitato assieme a due altre persone in una fattoria di proprietà di un medico, un’attivista del movimento «Occupy». «Lo so -, dice il 23enne -, col mio stipendio potrei sfamare dieci persone e so pure che le risorse nella nostra società sono distribuite in modo ingiusto.» Resta la domanda: i 40 euro al mese per cosa li spende? «La maggior parte per le sigarette, che purtroppo non si trovano nella spazzatura».