“Affari tuoi”, ecco il pacco che non t’aspetti: arriva la sentenza che ha del clamoroso

gioco-dei-pacchi-affari-tuoi-2“Affari tuoi”, il programma dei pacchi, è un “pacco”? Ecco una sentenza giudiziaria che ha del clamoroso.

 

«Striscia la notizia»vince il match a distanza con «Affari tuoi». Secondo i magistrati, il gioco a premi di Raiuno, preso di mira per anni dalla trasmissione satirica di Antonio Ricci su Canale 5, «è stato assolutamente scorretto». A convincere il procuratore aggiunto Leonardo Frisani, la circostanza che «i concorrenti più accorti» siano stati «messi in grado di individuare i pacchi contenenti i premi più ricchi».

Pertanto – osserva il pm – Ezio Greggio, Antonio Ricci, Jimmy Ghione e Valerio Staffelli hanno descritto la verità nei servizi televisivi. E, di conseguenza, le querele per diffamazione contro lo staff di «Striscia» presentate tra il febbraio 2010 e lo stesso mese dell’anno successivo dagli allora notai di «Affari tuoi», Luigi e Giovanni Pocaterra, devono essere archiviate. Deciderà il gup il 26 marzo. Il regolamento, nel frattempo, è stato radicalmente modificato: «Oggi la trasmissione adotta regole trasparenti e ogni passaggio è blindato a livello di sicurezza», sottolinea la Rai.

Nel provvedimento di tre pagine, Frisani ricostruisce la vicenda. Secondo lui, i notai non sono stati diffamati perché «conoscevano le procedure della trasmissione, avendole suggerite loro stessi agli organizzatori». Il pm ricorda che lo scontro tra le trasmissioni delle tv concorrenti inizia nel 2005, quando i servizi dello staff di Ricci sollevano dubbi sulla regolarità del gioco a premi.

La questione delle regole adottate da «Affari Tuoi» per assicurare la correttezza del programma finisce all’esame della Procura nel 2009, dopo un esposto presentato da Massimiliano Dona (segretario dell’Unione italiana consumatori), che anche in un libro intitolato «Affari loro» solleva dubbi sulla regolarità del gioco.

Sull’ipotesi che sia «pilotato» vengono disposti accertamenti: gli inquirenti esaminano tutti i passaggi del programma. Il risultato delle verifiche è chiaro: per la Procura nel periodo preso in esame «il meccanismo di predisposizione dei pacchi era stato modificato, consentendo ad alcuni concorrenti di individuare dove fossero nascosti i premi in denaro».

Circostanza confermata da qualche concorrente: tra gli altri, Annalisa Luzzi che – ricorda il pm – «affermava di aver appreso il meccanismo attraverso il quale, in alcune occasioni, sarebbe stato possibile individuare i pacchi contenenti i premi più sostanziosi». Secondo la Procura, però, «dimostrare il dolo non è possibile» e, pertanto, viene chiesta l’archiviazione. Nel 2010 il gup accoglie la richiesta, allungando però molte ombre sulla regolarità della trasmissione: per il giudice Valerio Savio, però, «non è possibile ricostruire in quale segmento delle operazioni di gioco, puntata per puntata, può essersi verificata l’alterazione della sua alea». Ma la sua censura è inequivocabile: sottolinea «i difetti di un gioco che, per garantire trasparenza, avrebbe dovuto avere ben altre modalità di svolgimento».

Dopo l’archiviazione i notai di «Affari tuoi» querelano gli autori di «Striscia». Tra le ragioni che li spingono a presentare la denuncia, c’è la consegna del «Tapiro d’oro» a Luigi Pocaterra. Anche in questo caso, Frisani assolve la trasmissione – osservando come ricevere il «Tapiro non ha nessuna rilevanza penale – e Dona per il contenuto del libro: «Si è limitato alla semplice esposizione dei fatti».

 

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