Ebola in Italia 2014, il Ministero della Salute lancia l’allarme: “Ecco cosa fare”

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Da giorni i media ci aggiornano sulla pericolosità sociale del virus di ebola, che sta interessando – dopo i primi focolai in Guinea – anche alcuni Paesi limitrofi dell’Africa occidentale, tra cui Liberia, Sierra Leone e Mali. Ora arriva la conferma anche dal Ministero della Salute, che attraverso una nota ufficiale lancia l’allarme e prescrive alcuni accorgimenti da tenere bene a mente: “Ecco cosa fare.”

 

Ebola in Italia 2014, cosa fare? Le fonti ufficiali del Ministero della Salute partono da un dato di fatto: alcuni paesi dell’Africa Occidentale stanno vivendo ore drammatiche a causa del virus di ebola che sta contagiando villaggi e piccoli centri.

A causa del flusso migratorio verso l’Europa, esiste il rischio contagio?

Con una nota ufficiale il Ministero della Salute fa chiarezza su questa e altre domande, sottolineando – come prima cosa – che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non raccomanda, al momento, restrizioni di viaggi e movimenti internazionali di persone, mezzi di trasporto e merci”, così come confermato in un comunicato stampa datato 24 giugno 2014.

Il rischio di infezione per i turisti, i viaggiatori in genere ed i residenti nelle zone colpite” – prosegue nella nota il Ministero – “è considerato molto basso se si seguono alcune precauzioni elementari, quali: evitare il contatto con malati e/o i loro fluidi corporei e con i corpi e/o fluidi corporei di pazienti deceduti oltre alle altre semplici e generiche precauzioni sempre consigliate in caso di viaggi in Africa Sub-sahariana quali ad esempio, evitare contatti stretti con animali selvatici vivi o morti, evitare di consumare carne di animali selvatici, lavare e sbucciare frutta e verdura prima del consumo, lavarsi frequentemente le mani.

Non solo viene confermato il rischio contagio ma il Ministero della Salute parla anche espressamente di “rischio remoto di importazione dell’infezione”: per fronteggiare questo pericolo – remoto ma reale – “il Ministero della Salute italiano ha dato per tempo disposizioni per il rafforzamento delle misure di sorveglianza nei punti di ingresso internazionali (porti e aeroporti presidiati dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera – USMAF) e sono state date indicazioni affinché il rilascio della libera pratica sanitaria alle navi che nei 21 giorni precedenti abbiano toccato uno dei porti dei Paesi colpiti avvenga solo dopo verifica, da parte dell’USMAF, della situazione sanitaria a bordo.”

Nonostante tutto questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, come dicevamo, “non raccomanda restrizioni a viaggi o a rotte commerciali da applicare alla Guinea, Liberia e Sierra Leone rispetto a questo evento in base alle informazioni correnti disponibili.”

In alcuni casi, però, fidarsi è bene non fidarsi è meglio, anche perchè è di qualche ora fa la notizia secondo cui lo stesso studioso che ha scoperto l’ebola nel 1976, Peter Piot, ha lanciato un allarme fortissimo: “Temo una catastrofe”, ha dichiarato in un’intervista rilasciata al Guardian.

Per un quadro più completo della situazione invitiamo a leggere l’articolo “Come si prende l’ebola: cos’è, sintomi, diagnosi, prevenzione e cura“.

Ulteriori aggiornamenti verranno forniti nelle prossime ore.

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