STORIE DI SPORT/ I grandi nomi del ciclismo molisano

Mancano pochi giorni al Giro d’Italia. La gara a tappe più attesa e più importante della nazione è l’occasione per molti ciclisti di mettersi in mostra, di affermarsi e di confermarsi. Anche la nostra regione farà da palcoscenico al “Giro”. Martedì 17 maggio Termoli sarà la partenza della decima tappa che si concluderà a Teramo. Una grande occasione per la regione e una grande giornata per gli appassionati di ciclismo. Davide Appollonio è il corridore che ci rappresenterà. Ripercorriamo la storia delle personalità più importanti del ciclismo molisano dagli anni ’80 ad oggi, con uno sguardo anche a chi di molisano ha solo i genitori.

 

di Donato Giannini

ciclismo_okPartiamo da Graziano Recinella di Petacciato. Vanta il primato di primo professionista (a cavallo del nuovo millennio). Maglia Rosa al Giro d’Italia per dilettanti, passato ai professionisti alla corte del team manager Stefano Giuliani detto Monzon. Per problemi extra ciclistici si tirò fuori, lasciando un vuoto nel ciclismo professionista molisano.

Poi ci sono i professionisti contemporanei.

Le tre punte di diamante: Davide Appollonio, Rino Zampilli e Antonio Testa. Il primo di Isernia, o meglio, di Colle Palumbo, in forza al Team Sky, Davide Appollonio detto Appojet (per i fans toscani, Guerriero Sannita per i molisani). Il più giovane dei tre. Si mette in sella per caso, preferendo la bici al calcio. Sin dai quattordici anni domina le corse (la prima a Stornarella (FG), accumulando numerose vittorie da allievo. Sbarca in Toscana alla corte di Mirko Ragoni alla Vangi di Empoli. Nel 2009 è stagista nella Cervelo, iniziando così la sua avventura all’estero, la svolta della sua vita. Piazza bei risultati nelle categorie superiori mettendosi in mostraAppojet_ok e guadagnando un posto da professionista nel 2010. Dopo il Giro di Gran Bretagna e il Giro di Irlanda, l’Europa diventa la sua casa. Numerose le convocazioni in nazionale e maglia azzurra tra i giovani. Quest’anno ha partecipato al Giro del Mediterraneo, Volta Catalunya, la Ruta del Sol, alla prestigiosa Amstel Gold Race, alla Freccia Vallone (entrambe classiche del nord) e ora si prepara al Giro d’Italia. Ha un obiettivo e un “conto in sospeso” – come lui stesso dice – “con la Sanremo”.

 

Il secondo, il ventisettenne Rino Zampilli, detto dal suo d.s. Tortoli, “piccolo Saronni”. Ha iniziato ad andare in bici a nove anni con il “Gruppo Ciclistico Pedale 91”, del suo paese, guidato dal maresciallo di Mariana (zio Ugo), per passare in seguito alla Molise Ricambi di Bojano. A sedici anni lascia il Molise per la “Gragnano” in Toscana. Annovera grandi foto_Rino_Zampilli_okprestazioni e grandi vittorie e diverse convocazioni in nazionale. Rino ha corso nel campionato europeo, in Belgio e nel mondiale di Madrid nel 2005. La sorte gli riserva cattive sorprese nel suo primo anno da professionista: prima l’appendicite, poi la caduta nella “Quattro Giorni”, che gli procurò una frattura alla spalla. Tutto questo alla “Naturino Sapore di mare”. Da qui in poi è tutto in salita. Rino vola prima in Ungheria, poi in Bulgaria. Ma la sfortuna lo segue. I problemi economici della squadra sono l’ostacolo maggiore. Mantenere alte le aspettative in un team che non dà sicurezze è difficile. Prima il Katay poi la Hemus 1986, ma le cose non cambiano. Rino è in difficoltà e porta con sé la voglia di tornare in Italia. Eccolo allora nel 2011 tornare a casa. Rino chiude un contratto nel team di Venafro (la Cercaziende.it Cycling Team), per non arrugginire, per provarci di nuovo. Come lui stesso afferma: «Non ho mai perso la speranza, anche perché non accettavo l'eventualità di dover smettere di correre per delle colpe non mie e cercavo quindi di far di tutto per dimostrare di continuare».

 

Dopo diversi anni di stop, e una laurea in più, ecco spuntare il nome della terza punta. Antonio Testa, ventisette anni di Cercemaggiore. Il dottore Antonio Testa. Una personalità importante, una storia particolare. Detto il “Saraceno Testa_okvolante”, sale sulla bici a soli sette anni. La prima vittoria a Roccapipirozzi. La Cicli Di Niro lo accompagna nell’esperienza degli esordienti per poi cederlo alla Sc Monforte di Campobasso. Nel 1998 Antonio scende dalla bici, lasciando vuote le tappe degli allievi e juniores. Studia a Perugia dove consegue la laurea in tecniche pubblicitarie ma il richiamo è forte e con il team amatoriale Testi Cicli Perugia il Saraceno ottiene da subito numerosi successi dimostrando che ha ancora molto da dire, e da dare. Viene lanciato nella serie “B” dalla Us Fracor di Mercatale Valdarno finendo spesso tra i primi venti. Nel 2010 arriva lo stage con “Acqua e Sapone”. Ecco che il sogno si è avverato. Antonio è tornato a pedalare, tra i professionisti. Di tanto in tanto si allena con Appollonio sulle strade molisane con il quale ha stretto un rapporto di amicizia. Tre vite, tre percorsi diversi ma che portano allo stesso risultato. Davide, Rino e Antonio sono insieme l’elite del ciclismo molisano.

Un salto nel passato e uno sguardo a chi molisano lo è nel sangue per i genitori. Negli anni ’80 correva un certo Elio Festa. Con papà di Fossalto, Festa ha attraversato alcune stagioni ciclistiche tra i professionisti. Ricordiamo inoltre Moreno Di Biase di Lanciano con mamma di Pozzilli. Tra i migliori giovani del ciclismo, ha vestito la maglia azzurra nei dilettanti, passato poi nei professionisti dove ha raccolto alcuni piazzamenti nei Pro. Le salite erano il suo debole. Ha smesso di correre qualche anno fa. Due fratelli una passione. Sono Guglielmo e Ivan De Nobile. Con madre di Santacroce di Magliano si sono fatti onore nel mondo dei professionisti per diverse stagioni.

Ma i molisani non sono stati solo ciclisti. Anzi. È il caso di Dino Formichelli di Isernia, massaggiatore alla Mercatone Uno di Marco Pantani e di Dimitri Konishev. Un ruolo di prestigio e di responsabilità quello ricoperto dall’isernino. Concludiamo con un ex ciclista diventato meccanico. Matteo Cornacchione classe ‘77, figlio di molisani di Fossalto ora residente a Castel Bolognese (RA).Una parentesi da dilettante e si è dedicato alle bici Liquigas di Ivan Basso. Meccanico di Nibali (favorito al Giro D’Italia), è stato fondamentale per la vittoria di quest’ultimo nella Vuelta di Spagna 2010 quando, in pochissimi secondi, ha riparato una gomma a colui che si aggiudicherà la gara. Appunto Nibali. Come per Appollonio anche per lui c’è il Giro d’Italia.

Una storia, una tradizione, tanti protagonisti che regalano e hanno regalato a una regione ricca di cicloamatori tante soddisfazioni. Per un Molise desideroso di fama.

 

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