Gaetano Scirea e lo sport: la Juventus, storia di curva e fair play

Biografia di Gaetano  Scirea. Lo sport diventa una storia d’amore con la Juventus, la curva e  il fair play.

Biografia di Gaetano Scirea. Lo sport diventa una storia d’amore con la Juventus, la curva e il fair play. Che oggi non esiste più.

 

Gaetano Scirea è stato uno dei più grandi interpreti del calcio italiano e non solo, sia da calciatore che da allenatore. Scirea nasce a Cernusco sul Naviglio il 25 maggio del 1953. Sin da piccolo mostra doti fuori dal comune, come un innata predisposizione difensiva ed una capacità di leadership incredibile, che gli sono valsi il riconoscimento come uno dei più grandi liberi della storia in compagnia di Franco Baresi e del Kaiser Franz Beckenbauer.  I primi passi da calciatore li muove in una squadra locale di calcio a 7 dove inizia a giocare come punta.

Ben presto passa nelle giovanili dell’Atalanta, dove viene provato come mediano ma alla fine troverà la sua collocazione naturale nel pacchetto arretrato. A soli 19 anni viene fatto esordire nella massima serie in un Atalanta-Cagliari, terminata a reti inviolate. La Juventus, che aveva bisogno di rifondare partendo dai giovani, decise di acquistarlo nel estate del 1974. Al primo anno di Juve, Scirea saltò solo due partite dell’intera stagione regolare, nella quale tra l’altro divenne campione d’Italia. Nel 1977 fu un grande protagonista dell’accoppiata Scudetto-Coppa Uefa. Lo scudetto fu vinto battendo proprio i rivali cittadini del Torino sul filo di lana dopo un campionato passato praticamente testa a testa. La Coppa Uefa fu vinta battendo i rivali spagnoli dell’Athletic Club di Bilbao. Per un po’ la Juve sembrò saziarsi dei propri successi. Ma nella stagione 1982/1983 i Bianconeri vinsero la coppa Italia che le permise di partecipare e vincere, nella stagione successiva, la Coppa delle Coppe vinta battendo in finale il Porto per 2-1. Nella stagione successiva la Juventus si riconfermò Campione d’Italia.

 

Ma è con il ritiro di Furino che Scirea diventa Capitano a tutti gli effetti dei bianconeri. Il 1985 fu un anno indimenticabile che culminò con la famosa disgrazia dell’ Heysel che vide i Bianconeri salire sul tono d’Europa battendo nella più tragica finale il Liverpool.  Al termine della stagione ’87-’88 Scirea decise di ritirarsi all’età di 35 anni. Gli venne offerto il ruolo di collaboratore di Zoff, all’epoca allenatore dei bianconeri. Inconsapevolmente, quella scelta gli costò la vita. Infatti, il 3 Settembre 1989, venne incaricato dallo stesso Zoff di andare in Polonia per osservare la squadra del Górnik Zabrze, avversaria della Juventus in Coppa Uefa. Così Scirea si recò in Polonia per osservare la partita. Durante il viaggio di ritorno da Varsavia era in compagnia di un interprete locale, un autista e un dirigente del Gornik, a bordo di una 125.

L’autista fece un sorpasso azzardato e la macchina si scontro contro un furgone che viaggiava in senso inverso, prendendo immediatamente fuoco. L’unico a salvarsi all’ interno di quell’auto fu il dirigente del Gornik, pare perché siedeva sul sedile anteriore al passeggero, il cui sportello nell’impatto si aprì e gli consentì la salvezza. La notizia giunse rapidamente in Italia dove fu annunciata ala domenica sportiva che aveva come ospite il suo amico Tardelli che scoppiò in un pianto disperato. Lasciò la moglie Mariella e il figlio Riccardo. Considerata l’importanza della figura Scirea sia come uomo che come calciatore numerose iniziative gli sono state dedicate. Tra queste innanzitutto, una delle curve dello stadio di Torino prende il suo nome, Curva Scirea, numerosi tornei sono stati dedicati alla sua memoria così come vari premi fair play. Nel 2008 il Comune di Torino gli ha dedicato un strada e prima di loro avevano fatto altrettanto il comune di Laureana di Borrello (RC) quello di Cinisello Balsamo (Mi), seguiti, nel 2009, dal comune di Lamezia Terme (CZ). Un giusto riconoscimento ad un grandissimo uomo ancor prima che calciatore.

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