FESTA 17 MARZO/ Calcio, tutte le voci della Nazionale

Il 17 Marzo si festeggia l’Unità d’Italia, una nazione il cui dna – volente o nolente – è segnato da un pallone che rotola. Vissuto con troppi eccessi e molta passione. Con voce inconfondibile, si potrebbe dire. E allora omaggiamole, queste voci che hanno raccontato la Nazionale di calcio fin dai suoi esordi, quando gridare Forza Italia era solo un gioco…

 

di Federico Succi

tricoloreLa nostra Nazionale di calcio nel corso della storia ci ha regalato gioie e dolori, ci ha fatto litigare con gli amici al Bar, ci ha fatto venir voglia di cambiare canale. A volte ci ha fatto persino pensare di dover cambiare casacca. Ma alla fine non abbiamo mai perso un minuto delle partite più importanti. Nel corso della storia ci sono stati dei veri e propri “eroi”, che hanno dovuto vedersi ogni partita, bella o brutta, vincente o perdente, con la pioggia e con il sole. Sono i telecronisti ufficiali della Nazionale Italiana di calcio.

Il Padre di tutti, se così si può dire, fu indubbiamente Nicolò Carosio a cui venne affidato l’incarico di inaugurare per l’EIAR le trasmissioni radiofoniche sportive commentando tra l’altro la vittoria ai Campionati Mondiali del 1934 e del 1938. Fu anche il pioniere delle trasmissioni televisive, infatti, dal 1954, anno di inaugurazione del nuovo mezzo, fu la prima voce diventando famoso per una sua espressione che usava tipicamente per segnalare un’azione pericolosa ( “quasi gol”).

Raccontò anche i Mondiali del 1966 in Inghilterra e dopo un breve avvicendamento con Nando Martellini, il quale commentò l’Europeo del 1968, ritornò in cabina per seguire i Mondiali del 1970 in Messico. Quel breve avvicendamento con Martellini fu dovuto ad un episodio particolare. Durante Italia – Israele del girone eliminatorio, su segnalazioni da parte di un guardalinee etiope, all’Italia vennero annullati due gol. Durante quella partita a Carosio venne attribuita un’espressione denigratoria e razzista nei confronti del guardalinee che provocò proteste a catena da parte dell’ambasciata etiope e visto che già non erano idilliaci i rapporti, Carosio venne sostituito con Nando Martellini.

In realtà solo nel 2009 venne riascoltata in pubblico la registrazione di quella partita e Carosio non disse nulla di denigrante. Così Martellini ebbe modo di commentare quella che venne definita la partita del secolo (Italia – Germania Ovest 4-3) e la finale persa con il Brasile per 4-1. Era la famosa finale dove Rivera che era forse il nostro giocatore più talentuoso, giocò gli ultimi 7 minuti. Per molti anni Martellini si fece le ossa con “Tutto il calcio minuto per minuto”.

Ma poi arrivò l’occasione della vita quando venne chiamato a sostituire ufficialmente Nicolò Carosio. È stata la voce che ci ha accompagnato durante la vittoria dei mondiali di Spagna nel 1982, quelli di “Pablito” Rossi. Era il suo quarto mondiale da telecronista. Si dovette fermare qui perché, arrivato in Messico per commentare i Mondiali del 1986, venne colto da malore causato dall’altitudine e richiamato in sede.

Fu sostituito da Bruno Pizzul, il quale da quel momento divenne la nuova voce ufficiale della Nazionale. Per chi non lo sapesse Pizzul aveva intrapreso anche la strada da calciatore con discreto successo, militando dapprima nelle file dell’Ischia e della Cremonese per poi passare al Catania. Ma la sua carriera finì ben presto a causa di un infortunio al ginocchio. La sua prima telecronaca fu Juventus- Bologna del 1970, spareggio di Coppa Italia.

È stata la voce ufficiale della Nazionale dal 1986 al 2002. Rispetto ai suoi predecessori è stato forse quello più sfortunato non avendo commentato grandi successi da parte degli azzurri, ma anzi ha visto sfumare in casa i mondiali del 1990, ha commentato la finale mondiale del 1994 con relativa illusione per passare alla cocente delusione dell’europeo perso in finale contro la Francia dopo aver compiuto un miracolo contro l’Olanda in semifinale. La sua ultima telecronaca fu il 20 agosto 2002 e vide l’Italia sconfitta per 1 a 0 contro la Slovenia, in un’amichevole giocata a Trieste. Dopo aver lavorato per qualche anno alla trasmissione “Quelli che…” si è definitivamente ritirato.

Oggi possiamo dire che non esiste una vera voce ufficiale della Nazionale in seguito alle molteplici offerte televisive pubbliche e private. Per quanto riguarda la RAI il telecronista che si occupa della Nazionale è Gianni Cerqueti, che ha avuto il primo contatto con gli azzurri nella semifinale del 1994, Bulgaria – Italia.

Dopo il ritiro di Pizzul nel 2002, ha avuto un breve avvicendamento con il collega Stefano Bizzotto, ma dal 2003 ha preso stabilmente il ruolo di commentatore ufficiale lasciando al suo collega le telecronache dell’Under 21. Per quanto riguarda invece le pay per wiew, possiamo dire che la voce ufficiale è quella di Fabio Caressa, scelto da Sky per commentare le partite del Mondiale del 2006 in compagnia di Giuseppe Bergomi. Celebre e memorabile è stata la sua frase dopo la concitata semifinale contro la Germania, “Chiudete le valigie amici, andiamo a Berlino”. È stato anche commentatore degli ultimi nefasti Mondiali in Sudafrica ed ha prestato la sua voce ad un noto videogame di calcio. Speriamo possa commentare ancora tanti grandi successi.

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