Ernesto “Che” Guevara de la Serna, biografia di un grande sportivo

Dalla biografia di Ernesto Che Guevara de La Serna spunta qualcosa di sconosciuto, appena citato ne I Diari della Motocicletta. Il Che e lo sport. Per tutta la sua vita il Che mostra una grande passione per le discipline sportive, anche qui mostra le sue doti di combattente.

 

di Federico Succi

Dalla biografia di  Ernesto Che Guevara de La Serna spunta qualcosa di sconosciuto, appena  citato ne I Diari della Motocicletta. Il Che e lo sport.

Il suo nome è da sempre sinonimo di rivoluzione, guerra, disobbedienza. Ma anche il più grande rivoluzionario della storia doveva attenersi alle regole dello sport, come viene fuori dalla sua biografia. La devozione di Ernesto Guevara de la Serna, detto il Che, per lo sport è un lato che, ovviamente parlando dell’uomo, è stato tralasciato.

Per tutta la sua vita il Che mostra una grande passione per le discipline sportive, anche qui mostra le sue doti di combattente. Ad esempio un suo amico ricorda che erano solito giocare a calcio in 5, ed il Che voleva giocare da solo in porta contro tutti gli altri 4. È stato scacchista e per anni frequenta il poligono di tiro con suo padre fino a diventare un abile tiratore. Abilità che mostrerà in seguito.

Il Che ha mostrato passione anche per il ping pong. Anche qui mostra la sua perseveranza. Pare ci fosse un ragazzo, Rodolfo Duarte, che era imbattibile oltre che essere il campione cittadino. Così il Che decise di auto costruire un tavolo dove si allena per oltre un anno barricandosi in casa sino a quando non decise di misurarsi con Rodolfo e lo battè facendolo restare incredulo. Il Che ha praticato con devozione anche il nuoto allenando al Sierras Hotel dove prende lezioni da un capione della specialità. Non prese mai parte a gare particolari ma anche qui quest’abilità gli tornò utile nei suoi anni più caldi.

Nel 1942, dopo che Ernesto si iscrisse al liceo, tramite amici entrò a far parte della squadra di Rugby. Nonostante un fisico gracilino per questo tipo di sport Ernesto conquistò subito tutti per la sua tenacia e aggressività a volte spropositata che gli fece conquistare subito il suo primo soprannome “Fu-Ser”, che stà per furibondo Serna. L’unico dei suoi limiti era la sua asma, che lo costringe spesso a lunghi intervalli in panchina in compagnia del suo inalatore. Entra in una squadra di club vero e proprio, e quando il padre fa pressioni sulla società affinche il figlio venga tutelato per la sua malattia Ernesto non esita a passare nella squadra rivale.

Qui viene ribattezzato El Chanco, il maiale. A che negli anni successivi gli chiedesse se fosse dovuto al suo tradimento, lui rispondeva quasi orgoglioso che lo chiamavano così a causa della sua sporcizia. Come riportato anche nel film "I Diari della Motocicletta", Ernesto non disdegna la carriera di Allenatore di calcio. Durante il suo viaggio in Sudamerica, arrivati in Perù decide di mettere a disposizione le sue conoscenze calcistiche, in cambio di vitto ed alloggio, ad un gruppo di cantonieri. Vive anche una breve carriera da scalatore ma non è facile mettersi d’accordo con la sua asma. Ormai nella vita di Ernesto Che Guevara era rimasto poco spazio, aveva una rivoluzione da organizzare. Ma come si è visto anche nello sport il Che mostrava il suo carattere. Probabilmente è da li che è nato il suo motto “hasta la victoria siempre”.

 

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