CESARE RUBINI/ “Nella mia vita ho venduto di tutto tranne che le partite”

Una storia di sport unica, quella dell'unico sportivo italiano inserito nella Hall of Fame della pallanuoto e del basket. Cesare Rubini si è spento qualche giorno fa ma i suoi insegnamenti – di vita innanzitutto – resteranno per sempre nella memoria degli sportivi. “Io divido il mondo tra chi lecca e chi da calci in culo. Sono della seconda specie" amava ripetere il Principe, così chiamato per i suoi modi regali…

 

di Federico Succi

Cesare_rubiniLo sport italiano è in lutto. Si è spento, infatti, all’età di 87 anni Cesare Rubini per una complicazione conseguente ad una polmonite. È stato uno dei pionieri dello sport italiano ed in particolare della pallanuoto e del basket ed è l’unico sportivo italiano ad essere stato inserito nella hall of fame in entrambe le discipline. Per anni ha calcato il palcoscenico sportivo con grande autorevolezza e determinazione ponendo le basi di uno sport futuro. Nonostante da giocatore non fosse un granché, da allenatore ha dimostrato di essere sempre un passo avanti agli altri in quanto profondo conoscitore delle meccaniche sportive e grande motivatore.

È rimasto nel mondo dello sport per anni raggiungendo successi in ben due discipline diverse. Nel mondo del basket era conosciuto da tutti con il nomignolo di Principe ed è stato uno delle figure chiavi per la crescita e lo sviluppo di questo sport in Italia. Chiamato il Principe per i suoi modi regali di fare, anche se una delle sue frasi preferite era “io divido il mondo tra chi lecca e chi da calci in culo. Sono della seconda specie”. Il destino decide di farlo incontrare con Adolfo Bagoncelli che crea la Triestina Milano decidendo di affidarla a Rubini e dopo la fusione con il Dopolavoro Borletti inizia un dominio durato per ben vent’anni.

Rubini è stato, infatti, l’allenatore che ha vinto più di tutti nella storia del basket italiano con 15 scudetti di cui 9 vinti in 11 anni e con 47 gare vinte di fila, 1 Coppa dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe ed 1 Coppa Italia . Fu, inoltre, uno dei primi ad aver capito l’aspetto commerciale che si stava sviluppando dietro lo sport cercando di sfruttare le potenzialità del business. A Fine carriera scherzava così “Nella mia vita ho venduto di tutto tranne che le partite”. Ha rivoluzionato il modo di vedere il Basket nonostante egli abbia sempre detto di essere un buon allenatore di pallanuoto e di essere un autodidatta nel basket, ma tuttavia era sempre in grado di riconoscere un buon atleta. Si fa riconoscere anche nel mondo della pallanuoto ben distinguendosi come atleta.

Conosciuto con il nome di Padrino, vince un oro olimpico ai giochi di Londra nel 1948. Vince tre scudetti giocando e allenando con la squadra del Camogli, diventa capitano della Nazionale ad Helsinki nel ’52 dove vincono una medaglia di Bronzo. Si ritira dalla nazionale nel 1954 dopo aver perso, durante gli europei di Torino, sia la partita con la Jugoslavia (1-3), sia quella con l’Ungheria (1-8) che relegavano gli azzurri ad un'altra medaglia di Bronzo. In seguito ci furono numerose polemiche poiché qualcuno insinuava che dietro la sconfitta ci fossero motivi politici. Dal 1976 decide di diventare dirigente della Federazione Italiana Pallacanestro dimostrando anche grandi abilità manageriali ed ha contribuito alla vittoria della medaglia d’argento alle Olimpiadi di Mosca nel 1980, nel 1983 ottengono una fantastica medaglia d’oro agli Europei di Nantes, vince un di bronzo agli Europei di Stoccarda nel  1985, per poi vincere a Roma nel 1991 una medaglia d’argento. Qualche giorno fa, la triste notizia della sua scomparsa. Ciao Cesare.

 

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