Razzismo negli stadi, la Figc prova a intervenire sul problema cambiando le norme

stop razzismo negli stadi

La Figc ha introdotto la condizionale: ci sarà una sorta di ammonizione e il congelamento della pena. Ma se i tifosi saranno recidivi, la pena raddoppia.

 

Il Consiglio federale si è riunito mercoledì 16 ottobre a Roma per modificare le sanzioni a carico delle società di calcio sui cori di discriminazione territoriale. 

I concetti-base di razzismo e discriminazione territoriale non sono stati modificati, sono state, invece, allentate  le misure punitive: verrà chiuso solo il settore incriminato, in caso di recidiva; e non più – come accaduto dopo Juve-Milan – tutto lo stadio.

Le nuove sanzioni rivedono totalmente la pena da infliggere alla società calcistica coinvolta, istituendo il concetto di “condizionale”: in caso di numerosi tifosi protagonisti di cori razzisti, è stato spiegato, sarà sanzionato il club con la chiusura del settore dello stadio incriminato, ma la pena sarà congelata. In caso di recidiva, nello stesso anno solare, la nuova sanzione si sommerà alla prima precedentemente sospesa.
La decisione di chiudere totalmente ai tifosi lo stadio, rimane un’ipotesi da attuare soltanto in casi veramente gravi.

Il Consiglio federale ha voluto caricare le società di calcio di una forte responsabilità, dovendo intervenire direttamente nei confronti dei tifosi, per evitare che questi siano recidivi portando alla conseguente chiusura del settore di stadio coinvolto. Questo è proprio quello a cui puntava il presidente federale Abete che, lunedì, si era augurato che fossero proprio i club ad occuparsi dei tifosi razzisti.