TEXAS HOLD’EM/ Strategia, il dimensionamento delle puntate

Uno degli aspetti di maggior difficoltà nel poker è capire il dimensionamento delle puntate, che dipende dall’obiettivo che si ha, dagli stack e da altri fattori. “Se la mano dell’avversario è peggiore della tua ed è chiaramente ovvio cosa potrebbe essere, allora punta più di quello che lui potrebbe chiamare con profitto”. Ma sapere con certezza cosa ha in mano il nostro avversario è molto difficile…

di Federico Succi

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Dato che abbiamo detto che nel poker ogni situazione è diversa dalle altre bisogna evitare di standardizzarsi su un certo importo ma bensì bisogna essere in grado di analizzare la situazione e “correggere” l’importo. Diciamo che la regola base, come ci dice lo stesso Sklansky è che “se la mano dell’avversario è peggiore della tua ed è chiaramente ovvio cosa potrebbe essere, allora punta più di quello che lui potrebbe chiamare con profitto”. Ma sapere con certezza cosa ha in mano il nostro avversario è molto difficile. Se invece sappiamo che il nostro avversario ha un draw qualsiasi la nostra puntata dovrà essere molto più grande di quella che gli permetterebbe di chiamare con profitto.

Ad esempio: abbiamo KK in mano e il board è Q-10-5-8 con due carte di picche e due di fiori. Potenzialmente ci sono molto progetti che possono chiudersi al river. Abbiamo dei progetti scala e due progetti colore. Ovviamente dovremo tenere in considerazione che il nostro avversario sappia giocare e che difficilmente ci dirà con certezza a quale progetto sta mirando. Quindi bisogna sempre considerare il fatto che potrebbe bluffare al river anche laddove non si materializzasse il suo progetto. Ecco perché la nostra puntata deve essere più grande rispetto al solito, bisogna evitare che lui possa chiamare con vantaggio.

Ma, se da un lato è vero che bisogna fare una grossa puntata, dall’altro è anche vero che non bisogna puntare somme troppo grosse perché a quel punto il giocatore avversario si vede “costretto”a foldare ed in questo caso si troverebbe ad aver fatto la giusta giocata. E noi non vogliamo che giochi in maniera giusta ma vogliamo costringerlo all’errore. Quindi la nostra puntata dovrà essere fatta in maniera tale che il nostro avversario chiami quella puntata in maniera tale da indurlo ad un errore. Sklansky, in questo caso ci dice che “in generale, il valore dello sbaglio del tuo avversario sarà proporzionale a quello che tu punti in più rispetto alla puntata che rappresenterebbe per lui il punto di pareggio”.

DIMENSIONAMENTO_DELLE_PUNTATEIl punto di pareggio è dato sempre dal rapporto out-odds, ed il valore dello sbaglio indica quanti soldi perde il nostro avversario tutte le volte che commetterà quell’errore. Riprendiamo l’esempio pratico fatto prima quando noi avevamo KK, manteniamo lo stesso board e diciamo che stavolta abbiamo QQ e sappiamo che il nostro avversario ha un draw di fiori. Adesso abbiamo il tris più alto ed inoltre con un 5 o un 8 di fiori chiuderemmo un full che ci permetterebbe di avere senza dubbio il punto migliore. In questo caso diminuiscono gli out del nostro avversario (7 invece di 9) e sappiamo con certezza che se dovessero materializzarsi quelle carte vinceremo con certezza i restanti soldi dell’avversario.

Per cui in questo caso non vogliamo che foldi troppo presto e con troppa facilità perdendo cosi la possibilità di vincere tutto il suo stack. Anche perché, in questo caso, il nostro avversario penserà sicuramente di avere la mano migliore e sarà ben disposto a mettere tutto il suo stack nel piatto. Abbiamo tenuto conto del fatto di avere sempre la mano migliore ed eravamo sicuri di averla, ma ovviamente non saremo quasi mai certi del fatto di averla. Nel caso in cui potremo non avere la mano migliore bisogna essere molto poco propensi a “gonfiare” il piatto, perché questo potrebbe essere un errore che si rivolterebbe facilmente contro noi stessi. In questo caso, se siamo in posizione potremo limitarci ad un check, mentre se parliamo per primi potremo essere costretti ad uscire in puntata per avere informazioni sulla mano del nostro avversario. Saremo in grado di utilizzare queste nozioni a nostro vantaggio solo facendosi le ossa al tavolo.

 

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