TEXAS HOLD'EM POKER/ Il calcolo delle probabilità: gli outs e le odds

Scritto da Federico Succi |
Pubblicato Venerdì, 24 Dicembre 2010 00:00

Arrivano le feste, il tavolo verde incombe. Sai giocare a Texas? Spesso e volentieri le persone son convinte che il texas hold'em poker sia solo una questione di fortuna. Come in tutti i giochi di carte questo è vero solo in parte. Anzi, in  questo caso in minima parte. Alla lunga se le vostre chiamate sono “favorevoli”, il vostro gioco sarà redditizio.

di Federico Succi

Gli “eventi” saranno a vostro favore. Ma cosa vuol dire fare chiamate favorevoli, ed in base a cosa si decide se chiamare o meno. Qui interviene la matematica. Il calcolo delle probabilità sono un’ottima arma, soprattutto se si padroneggia con buona abilità, contro la sfortuna. Possono sempre essere disattese ma alla lunga il vostro gioco ne trarrà un indubbio beneficio. Ma per fare ciò bisogna far propri due concetti assolutamente fondamentali. Partiamo dagli outs: gli outs sono le carte che renderanno più forte la vostra mano e che al momento si crede non essere la migliore. Facciamo un esempio: ragionando a carte scoperte facciamo finta di avere KJ di picche tra le mani, ed il nostro avversario ha AQ di seme diversi dalle carte vostre. Il board è A738, con due picche. In questo caso avete 9 outs per completare la vostra mano ed avere così il punto migliore a tavola. Il calcolo degli outs va sempre combinato con le odds: queste rappresentano la possibilità matematica che quell’evento si verifichi. Nel texas viene applicata rapportando una puntata al piatto e confrontandola con la possibilità di vincere il piatto stesso.

ragazza_svedese_bionda_pokerÈ come se si trattasse di un investimento, si tratta di capire se è favorevole o meno. Tornando all’esempio che abbiamo fatto in precedenza, abbiamo detto di avere 9 outs che ci consentono di floppare il punto migliore e quindi di aggiudicarvi il pot. Il calcolo si basa rapportando gli outs alle carte non viste, che in questo caso sono 46, alle carte totali del mazzo bisogna sempre levare quelle personali e quelle scoperte sul board. Dividendo 46 per 9, si ottiene che la possibilità di chiudere il colore e farvi vincere la mano sia all’incirca del 20%. Ciò vuol dire che nel lungo periodo questo evento si verificherà una volta su 5. Siamo favoriti una volta su 4. Dunque per capire se l’investimento è favorevole bisogna rapportare l’investimento da fare in quel momento al piatto. Se la nostra puntata rappresenta circa il 20% del piatto, allora sarà un investimento corretto, dico circa perché comunque ci può essere una soglia di “errore”, che è variabile ma che non deve essere troppo sfavorevole, altrimenti alla lunga si perderanno più fiches rispetto a quelle che guadagneremo quando flopperemo il nostro punto. Ora che abbiamo una certa confidenza con i numeri iniziamo ad analizzare da un punto di vista statistico varie situazioni in cui ci potremmo trovare.

Preflop, la possibilità che il dealer vi dia una coppia in mano è di 16:1, mentre la possibilità che vi dia una coppia specifica è di 220:1. Ma vediamo meglio come fare nostri questi calcoli. Partiamo sempre dalla base e cioè il fatto che il mazzo è di 52 carte, 13 per ogni seme. Partendo dal calcolo preflop, abbiamo detto che la possibilità di ricevere una coppia specifica, magari AA, sia di 220:1. Nel mazzo ci sono 4 A e la possibilità di ricevere un A qualunque è di 4.:52 che in termini percentuali rappresenta circa il 7%. Ora supponiamo di “sperare” di ricevere un altro A. Ne sono rimasti 3 su 51 carte disponibili. Bisogna combinare i due eventi e cioè 4/52 per 3/51=12/2652 e cioè 1:221(0.46%). Tenere a mente i numeri sotto forma di frazioni piuttosto che di percentuali vi semplificherà molto le cose in questo gioco. Questo come ragionamento preflop.

tabella_outsVediamo cosa succede al flop. Il ragionamento è lo stesso ma conosciamo già le nostre due carte. Supponiamo di avere una coppia in mano e vogliamo capire quante volte faremo tris al flop. Per la prima carte che scenderà abbiamo due carte su 50, per la seconda 2 su 49 e per la terza 2 su 48. Sommando queste possiblità (2/50 +2/49+2/48=1/8 circa) sapremo che una volta ogni 8 faremo tris al flop. Vediamo anche cosa succede al se vogliamo fare calcoli al turn. Ovviamente aumenta il numero di carte conosciute.

Diciamo che abbiamo un progetto di bilaterale da inseguire al turn e river abbiamo otto outs su 47 carte al turn, 8/47, e 8/46 al river che combinate in odds diventano 1:5. Per semplificarvi molto questi calcoli ripassiamo velocemente queste nozioni. La possibilità di avere una coppia qualsiasi in mano è di una volta su 17. La possibilità di avere una coppia specifica è di una volta su 221. Ak di seme uguali lo avremo una volta su 332, mentre Ak di qualunque seme una volta su 83. Due carte qualsiasi dello stesso seme le avremo una volta su 4.7, mentre almeno un asso nelle prime due carte lo avremo una volta ogni 6.7. Per semplificarvi ulteriormente i calcoli adottate questo semplice sistema per capire se vi convien o meno giocare quella mano. Se siete dopo il flop moltiplicate per 4 il vostro out ed avrete la vostra percentuale. Fino agli otto outs utilizzate questo metodo, dai nove ai 12 outs togliete sempre uno dalla somma, dai 13 ai 16 outs dovete togliere 4 dal totale. Questo è un metodo molto preciso, consigliato anche dal vecchio “Pirata” di Max Pescatori.  Qui di seguito vene riportata la tabella degli outs.

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