Villas Boas, il Porto ha in casa il nuovo Mourinho. Già prenotato da Moratti…

Non tutti sanno chi è Villas Boas. Per anni è stato allenatore in seconda e consigliere fidato del ben più noto connazionale, Mourinho. Josè si è servito dei suoi consigli fin dai tempi del Porto, per poi volare insieme a Londra, sponda Chelsea, fino ad arrivare all’Inter. E da quando ha spiccato il volo in solitudine sta dimostrando che, forse, l'allievo supererà il maestro.

 

di Federico Succi

villas_boasNel 2009 decide di voler iniziare una propria avventura e così l’Inter lo libera e Villas Boas torna in Portogallo per allenare l’Academica. Nel curriculum di Villas Boas troviamo la Coppa Uefa del 2003 e la Champions del 2004 entrambe vinte con il Porto. Nonostante non abbia mai giocato a pallone, la sicurezza dei suoi mezzi non gli è mai venuta meno. Talmente sicuro di sé da sentirsi in grado di dare consigli al grande Bobby Robson. Sir Bobby approdò in Portogallo nel 1992 per guidare lo Sporting Lisbona e Villas Boas, che era di famiglia agiata, abitava di fronte casa sua. Così un giorno il portoghese decise di lasciare un bigliettino sotto la porta del Sir per consigliargli un uso migliore dell’attaccante Domingos Paciencia, tra l’altro oggi alla guida del Braga.

Sir Bobby Robson non solo fece uso di quei consigli, ma decise di ingaggiare come osservatore l’allora 16 enne Villas Boas. Ed è proprio così che incontra per la prima volta Josè Mourinho, assistente di Bobby Robson. Inizia così a lavorare fianco a fianco con lo Special One, costruendo un sodalizio che è durato parecchi anni e che ha portato parecchi successi. Villas Boas studiava le strutture tattiche delle squadre avversarie e Josè inculcava la mentalità vincente. Un mix perfetto. A 22 anni Villas Boas consegue il diploma Isef divenendo così allenatore, iniziando una breve carriera di allenatore delle isole Vergini, terminata ben presto dopo una sonora sconfitta contro le Bermudas. Ritorna così da Josè ed iniziano l’avventura alla guida del Porto, per poi seguirlo in tutte le sue esperienze. Fino al 2009, quando decide di andare ad allenare l’Academica, che era in piena deriva, per provare a salvarlo. Il club a fine stagione si piazzò 11esimo. L’anno dopo il Porto decise di chiamare in panchina il nuovo Special One, che alla prima conferenza stampa mise subito in chiaro le cose dicendo di non essere il clone di nessuno. Non ama rilasciare interviste, ma ama infuocare le conferenze stampa attaccando arbitri o addetti ai lavori senza risparmiare nessuno e questo sappiamo da chi lo ha imparato.

Alla guida del Porto sta ottenendo risultati strabilianti. Ha vinto la Supercoppa Portoghese, ed in campionato non si èvillas_boas_in_un_espressione_che_ricorda_Mourinhomai assistito ad un dominio del genere, rendendo quasi noioso il Campionato. Infatti, il suo Porto sta letteralmente volando. In 13 giornate i suoi ragazzi hanno collezionato ben 11 vittorie e due pareggi scavando un solco di 8 punti con la seconda in classifica che è il Benfica. Migliore attacco con 29 gol fatti e migliore difesa con appena 5 gol subiti a testimonianza di una superiorità disarmante. E se Mourinho ha fatto delle partite casalinghe il proprio fortino, Villas Boas non è da meno, infatti, il Porto ha giocato 7 partite in casa e, indovinate un po’…ne ha vinto 7, segnando 21 gol e subendone appena 3, mentre in trasferta hanno un cammino, diciamo, “normale” con 4 vittorie e due pareggi con 8 gol fatti e 2 subiti.

Se prima veniva riconosciuto negli stadi d’Europa come la spia di Mourinho, inviato a studiare le squadre avversarie, ora sta salendo alla ribalta come il Mourinho biondo promotore del 4-3-3 che sta portando grandi risultati con il Porto e che ha segnato anche la carriera di Josè. Sono proprio curioso di vedere cosa succederà quando si incontreranno le squadre da loro allenate, sicuramente in conferenza stampa non ci si annoierà. Già adesso le conferenze di Villas Boas in Portogallo sono show puro. Pare che dopo l’ultima partita giocata contro il Benfica, gli avversari abbiano avuto molto da recriminare e lui con lo charme mouriniano ha risposto in sala stampa che gli avversari avrebbero fatto meglio a stare zitti perché tatticamente erano zero. È proprio la copia spiccicata del suo più illustre connazionale. A questo punto vedendo i risultati di Benitez, Inter perché non prendere lo Special Two???

 

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