THOMAS DI BENEDETTO/ Un americano a Roma: ritratto dello Zio Tom

Domani la Roma se la vedrà fuori casa con la splendida Udinese dell'allenatore più sottovalutato "del Sud Europa", quel Francesco Guidolin che rischia di matare le residue speranze di Champions League dell'ambiente giallorosso. Ma lo Zio Tom su questo è stato chiaro: "La Champions per noi è fondamentale." Un'americano a Roma non si vedeva da tempo, così – forse – non si era mai visto. E allora proviamo a far luce su un uomo "che si è fatto da sè" e che vuole a tutti i costi il 4° posto. Altrimenti…

di Federico Succi

dibenedetto_thomas_pollice_su_roma“Tifosi romanisti, state tranquilli. Adesso sono arrivato io”, sembra dire nella foto Thomas Di Benedetto. E subito si iniziano a rincorrere le prime voci di mercato. Si è parlato di Sanchez, Pastore e Buffon, nomi che indubbiamente fanno sognare i tifosi giallorossi come non facevano più dall’ultimo scudetto, quando sulla panchina della Roma sedeva un certo Fabio Capello. Bisogna risolvere le ultime pratiche burocratiche e poi la storia della Roma potrebbe iniziare un nuovo cammino grazie a questo magnate americano. Ma vediamo chi è.

Thomas Di Benedetto nasce a Boston nel 1950, ma pare che alcuni suoi avi siano di origini italiane. Negli Stati Uniti è un business man di grandissimo livello. Padre di cinque figli di cui uno è presidente dei Boston Red Sox, per intenderci quelli dove giocava Babe Ruth, dal 1983 secondo la rivista Forbes è Presidente del Boston International Group società che si occupa principalmente di sport. È anche socio della New England Sport Ventures, società di investimenti che è stata fondata, tra le altre cose, da John Henry e Tom Werner, e che proprietaria dei Boston Red Sox e del Liverpool, la cui situazione finanziaria non è delle più rosee.

È la classica storia del piccolo imprenditore che si è fato da sé, partendo da una piccola azienda di Boston, adesso può fare affidamento su una catena di aziende che si ispirano ai modelli più avanzati soprattutto nel campo del marketing ottenuti grazie a 40 anni di esperienza di Di Benedetto in questo campo. Abbiamo detto che ha iniziato ad allargare i suoi orizzonti ed è anche fondatore e principale azionista di due gruppi di riferimento per quanto riguarda le società di investimento: il Boston International Group e il Junction Investors Ltd.  

Ha collaborato con la Morgan Stanley, famosissima Banca d’Affari e la Salomon Brothers sempre nel campo della finanza. È stato impegnato anche nell’ambito dell’High Tech come Chairmn per la Route 2 Digital che attualmente sta collaborando con la Nike e con la Cisco per sviluppare tecnologie legate allo sport e chissà che questi studi non possano essere applicati anche alla Roma stessa. Inoltre il Magnate fa parte anche del Trinity College ad Hartford, del Boston Biomedical Institute e del Williams Museum in Florida. Insomma, non è proprio un perditempo e forse è proprio grazie a queste “conoscenze”che si è convinto di rilevare l’AS. Roma.

Infatti, Di Benedetto pare abbia già proposto il suo cast di tecnici che lo accompagneranno in questa avventura. Questo gruppo pare abbia già presentato il progetto denominato “Media Company”, che intende occuparsi esclusivamente della Roma attraverso la valorizzazione del marchio, la costruzione del nuovo stadio, lo sviluppo del merchandising ed ovviamente portare la Roma tra i top club mondiali. Sicuramente bei progetti che farebbero sognare chiunque ed inoltre Di Benedetto fa anche rima con Scudetto. Signori, è tornato l’Americano a Roma.

 

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