SERIE A/ Quando c’è la sorpresa

di Maria Ciavotta

Abbiamo assistito a  dieci partite di campionato, siamo poco oltre il primo quarto di stagione. Guardando la classifica la nostra mente è stuzzicata da un pensiero dolce, che ci accarezza e che però scacciamo quasi subito: “Tanto non succederà, alla fine vincono sempre gli stessi”- ci diciamo. E se questa stagione non fosse così?

 

È presto per parlarne, persino al bar, figuriamoci per scriverci qualche riga sopra. Il finale a sorpresa è però sempre

L'allenatore dell'Udinese Francesco Guidolin

L’allenatore dell’Udinese Francesco Guidolin

 piacevole, così come è piacevole anche solo pregustarlo. A volte questo finale coincide con il lieto fine, un lieto fine che per chi segue il calcio da spettatore disinteressato, amante dello sport, può voler dire la vittoria del “più debole”, di chi parte svantaggiato.

Davide contro Golia. I milioni di euro con i quali vengono pagati i vari Ibrahimovic e Pato, Sneijder e Forlan, servono a squadre come l’Udinese per coprire gli ingaggi di mezza squadra (il tetto ingaggi dell’Udinese sfiora i 22 milioni). Le forze in campo sono impari, e l’Udinese è da sempre abilissima a sfruttare una rete di osservatori tra le migliori in Europa per fare del calciomercato la fonte di maggior introito. Ultimo caso eclatante la cessione di Sanchez al Barcellona. È così che ogni anno i bianconeri friulani si presentano ai nastri di partenza competitivi. Quest’anno ancor di più.

In attesa che Napoli-Juventus (rinviata a causa del nubifragio che nel pomeriggio di domenica ha colpito Napoli) venga recuperata, in testa alla classifica del campionato di Serie A, con pieno merito, c’è proprio la squadra del presidente Pozzo. Una squadra divertente, che fa della velocità la sua arma vincente e che corre a ritmi da scudetto.

Sulla panchina friulana siede, dall’anno scorso, Francesco Guidolin, esperto allenatore che in carriera è stato capace di portare “tra le grandi” squadre come Vicenza e Palermo (a Vicenza non dimenticheranno mai la Coppa Italia vinta e la semifinale di Coppa delle Coppe contro il Chelsea). Ora è il turno dei bianconeri che, dopo un avvio stentato, l’anno scorso hanno chiuso al quarto posto in classifica, centrando la qualificazione ai preliminari di Champions League. Quest’anno l’avvio è stato tutt’altro che difficoltoso: 21 punti in 10 partite e uno straordinario Di Natale, per un primo posto in comproprietà con un altro outsider, la Lazio del presidente Lotito e della coppia d’attacco nuova di zecca Klose-Cissè. Udinese e Lazio macinano punti e giocano bene. I tifosi, anche grazie a mancanze di altre concorrenti, vedi Roma e soprattutto Inter, sognano: l’Udinese può migliorare il quarto posto della scorsa stagione, la Lazio lottare fino in fondo. Per regalare un finale diverso, lieto.

 Verona 1984/1985, Sampdoria 1990/1991. Negli ultimi trenta, forse quarant’anni, che a vincere il campionato italiano di calcio sia stato un outsider, una squadra non favorita all’inizio, una squadra insolita, è successo due volte. Due sole volte. È successo nella stagione 1983/1984, quando a recitare il ruolo del protagonista che non ti aspetti è stato il Verona di mister Osvaldo Bagnoli, e nel 1990/1991, anno della coppia Vialli-Mancini e della Samp guidata da Vujadin Boskov, l’uomo del “rigore è quando arbitro fischia”. La Samp quell’anno fu capace di mettersi alle spalle Milan e Inter.

Per il resto quelli vissuti dalla nostra e da parte delle generazione precedente sono stati tutti campionati “a tre squadre”. Milan, Juventus e Inter (in ordine di quantità di successi) si sono divise i titoli lasciando poca speranza alle sorprese.

Tre, oltre alle due sopracitate, sono state le volte in cui “le grandi” hanno lasciato il passo ad altre squadre. Tre casi in cui a vincere non è stata una delle “tre sorelle”, ma una squadra comunque competitiva, costruita per vincere. Non quindi una sorpresa. Parliamo del Napoli di Maradona, nella stagione 1989/1990, quella precedente alla vittoria della banda di Boskov; della Lazio di Cragnotti e dei suoi tanti acquisti; della Roma di Capello.

Milan. In fondo sono state giocate solo dieci partite. Sulla lunga distanza è facile che squadre con organici ben attrezzati per sostenere tutti gli impegni della stagione abbiano la meglio. Se, come detto, Roma e Inter, nonostante un elevato tasso tecnico, non riescono ancora ad esprimere un buon calcio e, quindi, a fare punti, Juventus, e soprattutto Milan, sono le squadre favorite per il successo finale.

I rossoneri, nonostante gli impegni in Champions League, hanno perso pochissimi colpi in campionato e sono lì, a un punto dalla coppia di testa. Dalla loro parte hanno esperienza, un’ampia rosa e Ibrahimovic: lo svedese non perde in campionato da 8 anni. Ha vinto con Ajax, Juve, Inter, Barca e l’anno scorso proprio col Milan

La Juve ha iniziato la stagione bene, rivitalizzata dalla cura Conte. Non gioca competizioni europee e può per questo concentrarsi sul campionato.

Perché ci sia il finale a sorpresa è necessario fare i conti con loro, ancora una volta. Quest’anno però, diciamolo sottovoce, forse loro dovranno fare i conti anche con qualcuno di nuovo.

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