SENTENZA CALCIOPOLI/ Lo scandalo che ha scioccato il dorato mondo del pallone

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Dalle prime indiscrezioni sui giornali alla sentenza di primo grado emanata dal processo penale di Napoli: ripercorriamo le tappe e gli avvenimenti più importanti di Calciopoli, lo scandalo che più degli altri ha scioccato il dorato mondo del pallone.

Il processo penale su Calciopoli, svoltosi presso il tribunale di Napoli, è finalmente giunto ad una prima  conclusione. Dopo quasi tre anni dall’inizio del processo, si è arrivati alla fine di uno scandalo che ha rovinato a tutto il popolo calcistico italiano l’estate più bella, quella del trionfo mondiale del 2006. Alla fine, ‘il cattivo’ ha avuto la peggio. Luciano Moggi, considerato da tutti l’artefice principale dello scandalo, il “capo” della “cupola” che mirava a “controllare” le designazioni arbitrali per condizionare di conseguenza l’andamento del campionato, è stato condannato a cinque anni e quattro mesi per associazione a delinquere dal giudice Teresa Casoria. Assieme a lui altri 15 imputati, fra dirigenti e arbitri, hanno subito pesanti condanne per associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. In attesa delle motivazioni che verranno rese pubbliche fra circa 90 giorni, i condannati, Moggi su tutti, stanno preparando il ricorso in appello, con la speranza di riuscire ad avere, come lo stesso ex amministrato delegato Juventino lamenta dal primo giorno, “giustizia”. Con questa premessa ricordiamo, fin dagli albori, le vicende di uno scandalo che,  ancor più del Calcioscommesse degli anni ’80, ha guastato pranzi e cene a tutti gli amanti del gioco più bello del mondo.

I presagi dello scandalo si avvisarono nella primavera del 2006, quando da alcuni quotidiani emersero indiscrezioni su un’indagine condotta dalla Procura di Torino (denominata Offside e condotta dal procuratore Raffaele Guariniello), che si era chiusa con l’invio alla Figc di materiale ritenuto ‘interessante’ a livello disciplinare. Con il passare dei giorni le indiscrezioni sui giornali si moltiplicarono, e lo scandalo venne definitivamente alla luce il 2 maggio, giorno in cui vennero pubblicate le prime intercettazioni telefoniche. Emerso alla fine della stagione sportiva 2005/2006, ma facente invece riferimento esclusivo a quella 2004/2005, lo scandalo fu battezzato Calciopoli, per assonanza ad un altro grande scandalo tutto italiano dei primi anni ’90: Tangentopoli.

Ci si rese ben presto conto che il materiale in mano agli inquirenti era di una gravità sconvolgente, tale da poter stravolgere completamente le sorti del sistema calcio da lì agli anni avvenire. Terminato il campionato era necessario definire la classifica definitiva da inviare alla Uefa per stabilire quali squadre avrebbero partecipato alle coppe europee nella stagione 2006/2007, e siccome le squadre maggiormente coinvolte nello scandalo erano quelle che occupavano le prime posizioni, la Procura Federale della Figc avviò rapidamente un primo filone d’indagine che si concluse alla fine di giugno. Altrettanto rapidamente vennero fissate le date dei processi sportivi di primo (presso la Commissione d’Appello Federale) e di secondo grado (presso la Corte Federale) che si chiusero rispettivamente il 14 e il 25 luglio 2006. Il secondo filone d’indagine invece coinvolgeva due società minori (Reggina e Arezzo, quest’ultima militante in serie B) e la sentenza d’appello venne emessa il 26 agosto 2006. Le accuse rivolte agli imputati, fra cui figuravano nomi importanti come quelli di Luciano Moggi, Antonio Giraudo, Claudio Lotito, Diego e Andrea Della Valle, spaziavano dalla violazione delle norme di lealtà, correttezza sportiva, all’illecito sportivo vero e proprio.

Oltre a questi dirigenti, finirono coinvolti anche i designatori arbitrali che all’epoca erano Pierluigi Pairetto e Paolo Bergamo, ma anche diversi arbitri fra cui Massimo De Santis, Gianluca Paparesta e Pasquale Rodomonti. Come detto la Corte Federale emise la sua sentenza d’appello il 25 luglio 2006, e l’esito fu sconcertanteper la Juventus retrocessione in Serie B con 17 punti di penalizzazione, revoca degli scudetti 2004-2005 e 2005-2006. Inoltre 120.000 euro di multa e tre giornate di squalifica del proprio campo;  per la Fiorentina 30 punti di penalizzazione nel Campionato 2005-2006 e 19 punti di penalizzazione nel Campionato 2006-2007. 100.000 euro di multa e tre giornate di squalifica del proprio campo; per quanto riguardava la Lazio invece 30 punti di penalizzazione nel Campionato 2005-2006 e 11 punti di penalizzazione nel Campionato 2006-2007. 100.000 euro di multa e due giornate di squalifica del proprio campo; identica sorte per il Milan, punito con 30 punti di penalizzazione nel Campionato 2005-2006 e 8 punti di penalizzazione nel Campionato 2006-2007. 100.000 euro di multa e una giornata di squalifica del proprio campo.

Nonostante la pesante penalizzazione al Milan fu permesso di disputare la Champions League 2006/2007, competizione nella quale i rossoneri trionfarono nella finale di Atene nel maggio ’07. Fra le sanzioni inflitte ai dirigenti ricordiamo quelle a Antonio Giraudo e Luciano Moggi (5 anni con proposta di radiazione), Diego Della Valle  (3 anni e 9 mesi), Adriano Galliani (9 mesi) e Leandro Meani, dirigente ufficiale del Milan addetto agli arbitri (3 anni e 6 mesi). Per quanto concerneva gli arbitri invece vennero tutti assolti tranne Massimo De Santis (4 anni) e Gianluca Paparesta (3 mesi). Fra i dirigenti Figc vennero giudicati Innocenzo Mazzini (5 anni con proposta di radiazione) e Pierluigi Pairetto (3 anni e 6 mesi). Lo scudetto 2004/2005 venne revocato, mentre quello riferito alla stagione 2005/2006 venne assegnato d’ufficio all’Inter. Il secondo filone, concluso con la sentenza del 26 agosto, sanzionò 15 punti di penalizzazione alla Reggina nel campionato 2006/2007 e 100.000 euro di ammenda; e 6 punti di penalizzazione all’Arezzo nel campionato 2005/2006. A Pasquale Foti, presidente della Reggina, venne inflitta una squalifica di 2 anni e 6 mesi. Dopo le sentenze, tutte le società e i tesserati coinvolti nelle pesanti sanzioni inflitte dalla Corte Federale presentarono ricorso alla Camera di Conciliazione ed Arbitrato del CONI. Il 27 ottobre e il 12 2006 dicembre vennero diramate le sanzioni definitive. Il ricorso portò i suoi frutti, perché vennero scontate penalizzazioni alle società (8 punti alla Juve, 4 alla Fiorentina, 8 alla Lazio e 4 anche alla Reggina) e ridotte le squalifiche a carico di tutti i dirigenti tranne a due: Antonio Giraudo e Luciano Moggi. Terminava in quel momento il processo sportivo al più grave scandalo del calcio legato al nostro paese.

L’estate 2006, il sogno mondiale della Nazionale italiana di calcio, si trasformò in un terribile incubo per tutti i tifosi ed amanti del calcio made in Italy. Ma non finisce qui. Nell’aprile 2007 un secondo filone d’inchiesta portò alla luce un traffico di schede telefoniche svizzere tra Luciano Moggi e alcuni arbitri, conversazioni riguardanti la stagione 2005/2006. Al termine dell’inchiesta condotta dalla FIGC, la Juventus intraprese la strada del patteggiamento e venne multata di 300.000 euro divisi in tre rate da 100.000 euro annui. Gli arbitri coinvolti, Paolo Bertini, Gianluca Paparesta e Tiziano Pieri, vennero sospesi in via cautelare nell’aprile 2007 (quindi per tutta la stagione 2007-2008) per poi essere sospesi in via definitiva nel luglio 2008. A due anni di distanza dalle sentenze del processo sportivo, prese il via quello penale. Il processo di Napoli cominciò nell’autunno 2008 per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato (tra i quali figuravano Antonio Giraudo e Tullio Lanese) e nel gennaio 2009 per tutti gli altri, ma tutti gli imputati avevano in comune la stessa gravissima accusa: associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Il 24 marzo 2009 Napoli venne confermata dai giudici come sede del processo, e il 14 dicembre 2009 vennero emesse le sentenze relative agli imputati che avevano scelto il rito abbreviato. Quattro le condanne emanate: 3 anni di reclusione per Antonio Giraudo, 2 anni e 4 mesi per l’ex arbitro Tiziano Pieri e 2 anni ciascuno a Paolo Dondarini e per l’ex presidente dell’AIA Tullio Lanese. Fra i sette imputati assolti ricordiamo gli ex arbitri  l’arbitro Gianluca Rocchi e Domenico Messina.

E finalmente arriviamo all’8 novembre 2011,data della conclusione del processo con rito ordinario. Oltre alla condanna emessa per Luciano Moggi sopra citata, sono stati condannati gli ex designatori Paolo Bergamo e Pierluigi Pairetto, rispettivamente a 3 anni e otto mesi e un anno e 4 mesi di reclusione; Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Federcalcio è stato condannato a 2 anni e 2 mesi. Tutti gli altri imputati coinvolti, fra cui Diego e Andrea Della Valle, Claudio Lotito, Leandro Meani ed altri ex arbitri come Massimo De Santis e Paolo Bertini, hanno subito condanne fino a un anno e 11 mesi, e multe fino a 30mila euro.

Per i 16 imputati condannati il Tribunale di Napoli ha disposto il divieto di accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive, nei luoghi dove si accettano scommesse autorizzate e l’interdizione dagli uffici direttivi delle società sportive per la durata di tre anni. Oltre alle 16 condanne sono arrivate anche otto assoluzioni, fra cui quelle per l’ex arbitro Pasquale Rodomonti per Enrico Cennicola, giornalista Rai. Giustizia è fatta? Forse è presto per dirlo, ma siamo convinti di Calciopoli ne sentiremo ancora parlare, e forse, l’assoluta verità dei fatti dello scandalo più grave del calcio italiano, non verrà mai del tutto a galla.

 

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