ROMA/ La crisi giallorossa e l’utopia blaugrana

di Federico Succi

Roma travolta in quel di Firenze. Tre gol incassati e altrettanti espulsi, un nervosismo e un incapacità nel reagire sul campo che ricorda quella fragilità mentale che aveva contraddistinto la Roma del passato. Totti ancora in panchina e Luis Enrique che sembra non essere più in grado di sopperire a questi problemi, al di la delle dichiarazioni di facciata in sala stampa.

Luis_Enrique_a_testa_bassaRoma giallorossa sembra ormai non avere più pace e si trova ancora una volta ad affrontare una settimana non facile, piena di polemiche alimentata dal tam tam delle radio capitoline.Gli uomini di Luis Enrique escono distrutti dalla trasferta di Firenze oltre che nel risultato anche nel morale. Del gioco chiesto dal proprio allenatore nessuna traccia, il Barcellona, indicato come modello dall’ispanico, sembra ancora più lontano dopo ieri pomeriggio. La Fiorentina di Delio Rossi passeggia contro la Roma che, seppur penalizzata dalla decisione arbitrale di espellere Juan e di concedere un rigore che è parso alquanto generoso, non ha mostrato un minimo di reazione di orgoglio sul campo e invece si è fatta travolgere agli eventi con una passività disarmante. Ormai la situazione sembra essere sfuggita di mano all’ispanico Luis Enrique.

L’allenatore fortemente voluto in estate per le sue idee innovative di calcio non sembra avere il giusto carisma, nonostante il suo mascellone ricorda quello di Capello, per gestire una squadra che è abituata a soffrire gli entusiasmi di una piazza molto calda ma poco equilibrata nei giudizi. Dopo una settimana passata nelle polemiche dovute alla lite negli spogliatoi, del dopo Udine, tra Osvaldo e Lamela con conseguente esclusione della punta italo-argentina la squadra si trova ad affrontare una nuova bufera mediatica. A proposito sembra che su alcuni quotidiani sia uscito nei dettagli il motivo della litigata tra i due, che ci sia quindi una gola profonda nello spogliatoio? O c’è qualcuno che è interessato ad alimentare le polemiche per mettere i bastoni fra le ruote? Fatto sta che dopo una settimana passata da Luis Enrique a provare a districarsi tra questa polemica, evidentemente la Roma non è riuscita a trovare la giusta concentrazione.

Inoltre a destare stupore è, come sia stato possibile, che con l’esclusione di Osvaldo, Borriello non sia stato nemmeno convocato e capitan Totti continua a guardare le partite dalla panchina, ma solo perché Luis Enrique è costretto a convocarlo altrimenti farebbe la fine di Borriello, giocando quindi senza una prima punta di ruolo. Ieri la Roma ha fatto un solo tiro in porta. Sicuramente è difficile affrontare una partita in dieci uomini e sotto di un gol ma almeno un minimo di reazione ci deve essere, cosa che è mancata del tutto ai giallorossi. Nel secondo tempo ci sono state altre due espulsioni, quelle di Gago e Bojan, uomini scelti proprio da Luis Enrique, a dimostrazione del fatto che in estate la società ha fatto di tutto per mettere a proprio agio l’allenatore spagnolo. Dirigenza che ora si trova ad affrontare la spinosa questione del rinnovo contrattuale di Capitan futuro, De Rossi, visto che le parti sembrano essere molto distanti e le dichiarazioni della società, almeno per il momento, non fanno ben sperare. Questo sicuramente è un problema che si ripercuoterà anche sulla squadra visto che De Rossi ne è il leader carismatico assoluto, considerando anche l’assenza di Totti.

In estate il cambio societario sembrava aver fatto intravedere nuovi orizzonti di gloria per la Roma giallorossa, ma il mercato non sembra aver portato i frutti sperati, con Bojan che al momento non sembra giustificare l’investimento fatto, Heinze che sembra ormai pagare le sue troppe primavere, Gago che non sembra avere il passo giusto, mentre Lamela ha fatto intravedere lampi di classe pura anche se senza continuità dovuto soprattutto alla sua giovane età e Osvaldo che fin adesso ha segnato con grande continuità ma forse ha dimostrato un carattere non proprio pacifico. Davanti al cancello di Trigoria si trova ancora il cartello “Work in Progress”, ma la data di fine lavori sembra ancora lontana, forse troppo per la piazza giallorossa e per la poca pazienza in generale che attanaglia il calcio italiano.

La Roma non è l’unica giallorossa del campionato in crisi. Il Lecce è ultimo in classifica ed ha appena deciso di esonerare il proprio allenatore, Di Francesco, ex calciatore della Roma. L’ormai ex allenatore del Lecce paga l’ennesima sconfitta in campionato, la nona in tredici partite ma soprattutto paga lo scarso rendimento interno visto che i salentini sono l’unica squadra che non ha mai vinto una partita in casa, fattore fondamentale per una squadra che vuole salvarsi. Al suo posto Serse Cosmi. Che sia un segnale anche per Luis Enrique?

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