Milan vs Inter/ Quando cambiare casacca diventa persino necessario

Dopo anni di silenzi la strada di Milano, che porta dal Milan all’Inter, ritorna ad essere notevolmente trafficata. Negli anni passati eravamo stati abituati a vedere clamorosi scambi tra le due società milanesi. Infatti, sin dagli anni ’80 i giocatori e le società si scambiavano casacche e giocatori.

di Federico Succi

calcio_Milan_Ibrahimovic1Uno dei giocatori che maggiormente ha fatto la storia del grande Milan di Sacchi, Franco Baresi, aveva fatto prima un provino con l’Inter che decise di preferigli il fratello. Il Milan si fiondò sul ragazzo e ne fece una bandiera. Mentre la bandiera designata dai rossoneri sin dalle giovanili, Fulvio Collovati, dopo la seconda retrocessione in Serie B del diavolo, decise di passare ai neroazzurri. Gli anni ’90 furono segnati dal cambio di casacca di Maurizio Ganz, el segna semper lu, dopo aver segnato per anni con la maglia dell’Inter passò al Milan accompagnato da mille polemiche.

Ma è dal 2000 che la strada inizia ad essere sempre più trafficata. Nell’estate del 2001 Pirlo dall’Inter passò al Milan, mentre i neroazzurri ricevevano in cambio Guglielminpietro. Pirlo all’Inter aveva enormi difficoltà ed inoltre la sua avventura coi neroazzurri era giunta al capolinea date le dichiarazioni dell’allenatore, Marco Tardelli: «Se io fossi in lui e ci fosse una squadra che mi desse una maglia da titolare sicuramente andrei via», mentre Guly era scarso e basta. Pensavano di fare uno scambio alla pari e invece. Tutti sappiamo l’importanza che Pirlo ha avuto, ed ha ancora, per il Milan e per la Nazionale.

Nello stesso anno le due milanesi effettuarono un altro scambio. Brocchi passò al Milan, mentre lo sconosciuto Drazen Brncic andò all’Inter. Ma mentre Brocchi aveva fatto vedere qualcosa di buono negli anni passati a Verona, Brncic ai neroazzurri non interessava proprio, visto che veniva mandato a giocare sempre altrove. Nell’estate del 2002 il Milan realizzò un altro colpo. Infatti, Coco passa dal Milan all’Inter mentre Seedorf effettua il percorso inverso. Per il neo neroazzurro inizia un percorso tutto in salita segnando l’inizio della fine mentre Seedorf diventa titolare inamovibile ed insieme a Pirlo e a Gattuso formano un centrocampo di invincibili. Nella stessa estate Simic passa al Milan mentre Umit Davala và all’Inter. Poi visto che il Milan ci guadagnava sempre era arrivato il momento di fare scambi minori realizzando però laute plusvalenze.

 Prendiamo l’esempio di Helveg, arrivato al Milan per 6 milioni, dopo qualche anno passò all’Inter che a sua volta lo diede in prestito. Provate un po’ a immaginare a chi. Al Milan ovviamente e per una cifra vicina ai 1000 euro. I rossoneri restituiscono il favore con Cyril Domoroud che realizza il percorso inverso di Helveg. In questo giro rientra Taribo West, per anni gioca per l’Inter e poi a fine carriera se lo prende il Milan. In questo giro di plusvalenze non rientrano solo giocatori di primo piano ma anche giocatori della primavera delle due squadre. Anzi, forse è proprio qui che realizzano i miglior affari.

Negli anni ’99 e 2002-2003, il Milan e l’Inter si scambiano un quartetto di giocatori a testa affibiandogli quotazioni molto elevate, talmente elevate da essere sottoposte al vaglio della procura. Ma la storia è fatta anche di passaggi “puliti”. Bobo Vieri che passò dall’Inter al Milan. Poi per anni il silenzio. Moratti che era rimasto scottato dai numerosi vantaggi che aveva offerto al Milan. C’era stato solo qualche screzio con Suazo che era stato venduto al Milan dalla società, mentre lui aveva detto pubblicamente di preferire l’Inter. L’anno scorso a Balotelli venne fatta indossare una maglia rossonera dai “ragazzi” di Striscia la Notizia.

 Ma è quest’anno che si è di nuovo scaldata l’eterna diatriba tra i club. Ibrahimovic, dopo essere stato un anno al Barcellona, è tornato in Italia per indossare la maglia del Milan dopo che per anni aveva aiutato l’Inter ha fare mambassa di scudetti. C’è da dire che Ibra sarebbe dovuto approdare  in rossonero anni addietro ma Calciopoli bloccò tutto. Ed è a questo punto che l’Inter fa la sua mossa a sorpresa decidendo di rimpiazzare il mai piaciuto Benitez con Leonardo, 13 anni passati al Milan, una carriera spesa in rossonero tra giocatore, dirigente e l’anno scorso allenatore anche con ottimi risultati. Mandato via dal Milan per divergenze con il padre-padrone Berlusconi, Leonardo ha deciso di prendersi la sua rivincita insieme all’Inter dopo aver subito bocconi amari.

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