LIGA SPAGNOLA/ Barça in delirio, Mourinho umiliato: il trionfo dei catalani

Ieri sera si è giocato “El Superclasico” della Liga spagnola, “el partido” che metteva di fronte il Real del Grande Mou al Barcellona di Pep Guardiola. Una partita che non può essere equiparata a nessun altra al mondo, visto che ha anche un pesante risvolto politico con l’eterna battaglia tra la Catalogna e la Spagna. Un classico che vede di fronte due modi diversi di vivere e di fare calcio con i blaugrana dal grande orgoglio spagnolo e il Real che ha ripreso a saccheggiare Campioni in giro per l’Europa, ora più che mai con l’arrivo dello Special One.

di Federico Succi

clasicoMa soprattutto è la sfida tra Messi e Cristiano Ronaldo, i due giocatori simbolo che racchiudono tutte queste sfide. Messi quest’anno ha segnato 57 gol, tra Liga e Champions ed ha timbrato per 10 partite di fila…. Cristiano Ronaldo è il Pichichi della liga. Un Real che arriva a questa sfida da capolista, con una grande convinzione e sicurezza inculcate dal loro leader, Mourinho in una partita attesa anche per lo spettacolo che tutti si aspettano.

Infatti, pronti via Messi, con una magia colpisce quasi l’incrocio dei pali, con Casillas beffato. È solo il preludio: Dopo 20 minuti il Barça è già avanti per 2-0 con gol di Xavi e Pedro, due dell’orgoglio spagnolo. È super Barca. Al 20 esimo minuto un cronista di Sky commenta la partita così: “ altro che playstation, questo è il vero spettacolo”, ma nemmeno sulla nota console si può praticare un calcio così spettacolare….ora Jose con chi se la prenderà, forse con i riflettori troppo accesi? talmente tanto accesi da accecare i suoi giocatori e non permettendo loro di vedere i giocatori blaugrana ed il pallone, dato che non l’hanno vista praticamente mai.

Dopo una mezzo’ora, quando si è già sul 2-0 Ronaldo, altro fiero portoghese, spinge Guardiola, accusandolo di essere stato un po’ troppo lento nel restituire il pallone per una rimessa laterale. Verso la fine del primo tempo Messi, stranamente, simula una gomitata di Carvalho con conseguente giallo per l’argentino… A Josè sarà venuto in mente l’episodio di Barcellona- Inter e avrà pensato che se qualcosa fosse andato storto avrebbe sempre potuto appellarsi a questo episodio. L'ultima vittoria del Real a Barcellona risale al 23 dicembre 2007 e che coincide anche con l'ultimo scudetto dei blancos.

All’inizio del secondo tempo dentro Lassana Diarrà fuori Ozil, per cercare di contenere le ondate blaugrana masoprattutto per marcare e picchiare Xavi: Quindi, se da una parte si poteva ammirare Iniesta, Busquets e Xavi a dettare il tic- toc, dall’altra si poteva vedere Xabi Alonso, Kedira e Diarra che ammiravano il palleggio dei tre. Dopo aver sbagliato un altro paio di occasioni, decide di partecipare alla festa anche Villa-maravilla siglando il terzo e quarto gol. Ronaldo, nel prepartita, aveva dichiarato: “Il Barcellona viene da un 8-0 contro l’Almeria, vediamo se sapranno ripetersi contro di noi” detta con un tono alquanto minaccioso. Probabilmente durante il match avrà pensato che era forse il caso di chiedere scusa ai ragazzi blaugrana.

Il Barca di Guardiola aveva già rifilato 6 pappine al Madrid qualche anno or sono. Al 60 esimo è già ola sugli spalti del Camp Nou. Mourinho sembra incollato alla sua panchina, talmente tranquillo rispetto al solito che pare quasi stordito, annichilito dal gioco blaugrana. Il pubblico catalano, infatti,  prova a svegliare il portghese dal torpore iniziando a cantare “dove sta Mourinho, dove sta Mourinho”, e probabilmente anche i tifosi interisti se lo stavano chiedendo con loro. Un disastro. Il Mourinho che, l’ultima volta al Camp Nou, aveva osato “sfidare” gli idranti del campo, stavolta si rintana nella sua panchina sperando che la bufera passi il più in fretta possibile. Il Barcellona stà tornando una squadra di extraterrestri e le prime avvisaglie si erano avuto quest’anno in Champions contro il Panatinaikos, dove, ha fatto 11 passaggi di fila, di prima, per poi andare in gol. Neanche Josè Altafini riesce a trovare le pagine giuste nel suo manuale per spiegare l’armoniosità delle giocate dei ragazzi di Guardiola. Una vera e propria lezione di calcio in una partita sempre “caliente”. 11 cartellini gialli 7-4 per il Real, tutti e quattro i difensori schierato dallo Special One finiscono ammoniti. Tranne Ozil, di Maria e Benzema gli undici di partenza del Real timbrano tutti con il giallo.

A questo punto anche Bojan, appena entrato, prova a partecipare alla grande festa senza riuscirci mentre Messi era impegnato a cercare di scartare tutta la squadra avversaria per poter regalare una vera ciliegia sulla torta già abbondante. All’88 Cristiano Ronaldo, inesistente fino a quel momento, parte palla al piede ma quando vede arrivare Puyol decide di portarsi la sfera direttamente fuori per evitare guai peggiori. È come un bambino a cui hanno rubato il lecca-lecca. Al 91° l’umiliazione del Real diventa totale e imbarazzante, dopo che Jeffren, altro prodotto della cantera e appena entrato al posto di Pedro, sigla il 5-0 eguagliando così la migliore performance di sempre del Barca contro il Real, datata 8 gennaio 94 con la grande tripletta di Romario. Ed allora si scatena il far west, i Mourinho Boys provano a giocarsi la carta della rissa con Ramos che, prima tenta di mettere fine alla carriera di Messi e poi cerca di mettere fine alla sua carriera in Nazionale mettendo le mani addosso a Puyol e Iniesta, suoi compagni di squadra con la maglia della Roja.

La partita finisce e finalmente svegliano anche Mourinho cha fà uno scatto da centometrista per tornare il più velocemente possibile negli spogliatoi. Il Portoghese, nel dopo partita, in una sala stampa dove la tensione si tagliava con il coltello, si traveste da pompiere ed inizia la sua conferenza dichiarando che è una sconfitta molto facile da digerire perché una squadra andava al massimo e l’altra non andava proprio. Infatti, dopo un 5-0 perché ci si deve preoccupare??? Quella vecchia volpe di un Josè di solito è sempre pronto ad appiccare incendi, mentre questa volta è impegnato a spegnerli. E siamo sicuri che qualcosa di cui preoccuparsi ci sarà sicuramente perchè questa non è una partita qualunque e l’orgoglioso Josè lo sa bene. Quei cori gli rimbalzeranno in testa a lungo.

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