Inter-Milan: Il derby della consolazione

Si avvicina la stracittadina di Milano che da sempre riserva spettacolo, sugli spalti e sul campo. Ma se negli anni passati poteva essere una sfida cruciale per lo scudetto, oggi rappresenta una partita ridimensionata dagli obiettivi dei due club che, in preda all’austerity, si sfidano per l’ultimo posto utile in Champions

 

di Federico Succi

Domenica sera San Siro sarà teatro della partita madre della città di Milano. Si terrà infatti Inter-Milan dove in palio ci sarà l’ultimo posto disponibile per la Champions, Lazio permettendo. Infatti Napoli e soprattutto Juventus sembrano lontane anni luce sia per i punti in classifica e sia per rosa e qualità di gioco espressa sul campo. Le due milanesi vengono da periodi del tutto contrapposti. Il Milan, dopo un avvio di campionato a dir poco drammatico condito da mille polemiche, sembra essersi del tutto ripreso e sta compiendo una rimonta a dir poco incredibile. Il terzo posto solo qualche mese fa sembrava una chimera irraggiungibile, ma grazie ai gol di El Sharaawy e la capacità di Allegri di tirare fuori il meglio dalla propria rosa, che rispetto a quelle del passato ha tanta qualità in meno, oggi sembra ampiamente alla portata del Milan. I rossoneri stanno attraversando una fase di radicale ristrutturazione che potrebbe anche fare da esempio e da traino per tutto il calcio italiano. Infatti, se in passato il Milan faceva incetta di campioni comprandoli all’estero, ora decide di muoversi in direzione totalmente opposta, cercando di valorizzare il vivaio e tentando di costruirsi i campioni in casa imitando il modello Barcellona, sfidato in settimana, ma soprattutto prendendo spunto dal modello Ajax che per anni è stata una scuola di formazione per giovani calciatori e futuri campioni.

stramaccioni_vs_allegri_nel_derby_ridimensionatoInsomma diciamo che l’austerity ha creato qualcosa di buono, una soluzione che poteva essere utilizzata anche senza la crisi ma è meglio tardi che mai. L’Inter, invece, viene da una situazione psicologica del tutto opposto. È pur vero che anche la squadra neroazzurra sta cercando di ringiovanire la rosa ma, per tenere fede alla sua storia di club altamente internazionale, la società preferisce prendere giovani stranieri pagandoli a peso d’oro, come Kovacic, piuttosto che tenere i giovani nostrani creati in casa, come Destro. Dicevamo della situazione psicologica. L’Inter e soprattutto il suo allenatore Stramaccioni non può dormire sonni tranquilli, visto che la Strama band, sta attraversando un involuzione che ha a dir poco dell’incredibile. Dalla famosa vittoria dell’Inter a Torino contro la Juve, i neroazzurri hanno perso partite, punti e soprattutto qualità nel gioco toccando forse il punto più basso domenica scorsa prendendo 4 sberle in quel di Firenze. I continui cambi di formazione di Stramaccioni, l’infortunio di Milito, uno degli ultimi reduci del famoso triplete, il caso Sneijder ,che ha logorato non poco la rosa, terminato con la svendita del giocatore e tanti altri piccoli problemi hanno minato il cammino e la fiducia della squadra neroazzurra costringendo gli uomini di Moratti a giocarsi un eventuale posto in Champions contro i cugini in un derby dai risvolti calcistici ridimensionati.

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